I colori della speranza

Liceo Monna Agnese, Siena

Abbiamo scelto diverse opere d’arte di provenienze e culture diverse per rappresentare le tappe del viaggio dei migranti su tre livelli. Dal basso: la guerra, il mare e la terraferma. Nel centro sono poste la “zattera della Medusa” di Géricault e le inconfondibili mani di Dio e Abramo che si toccano, di Michelangelo.

Le immagini poste in basso rappresentano scene di guerra e morte, stragi di persone innocenti, che identificano le condizioni di partenza di queste persone, da cui cercano di allontanarsi.

Il tema del viaggio e dell’impresa è ripreso poi dall’ immagine delle onde burrascose di un mare in tempesta e dall’opera del pittore giapponese Hokusai, la “Grande Onda”. Queste immagini simboleggiano il pericoloso tentativo di cambiare i propri orizzonti, auspicando al raggiungimento di un sognato miglioramento e riflettono lo stato d’animo delle persone che intraprendono quest’impresa, la cui volontà e speranza vince sulla loro desolazione e sconforto.

i colori della speranza- SIENA

L’instabilità e angoscia dei primi due livelli vengono sostituite quindi dalla stabilità di una cartina dell’Europa che troneggia in cima all’elaborato, accompagnata dalle mani di Dio e Abramo. In questo contesto, le mani non assumono un significato pienamente religioso, ma piuttosto di salvezza e fratellanza. Un omaggio nostro a tutte quelle mani che hanno soccorso tante persone, quelle mani che hanno accolto, curato, rassicurato. Una mano europea che acquista il significato di “umanità”.

Con questo nostro elaborato vogliamo far riflettere sull’attuale fenomeno migratorio, in particolare riguardo a delle esperienze tragiche di cui molto spesso sentiamo parlare. Allo stesso tempo, vogliamo trasmettere un messaggio positivo di accoglienza e solidarietà da parte degli stati europei nei quali i migranti vengono soccorsi e accolti dopo aver rischiato la loro vita in mare. Attraverso l’arte speriamo di suscitare negli spettatori  delle forti emozioni e sentimenti di compassione e empatia. Ognuno è libero di interpretare il nostro elaborato in modo soggettivo e personale.

Abstract:

This project is meant to represent the struggle of the people who leave the tragic situation of their homeland and have to endure a dangerous trip, which affects them physically and emotionally, with the hope to reach a better life.

We’ve chosen different pieces of art, that have inspired us, to communicate this sense of uncertainty and fear but also hope and optimism.

We wish to communicate these feelings also in the viewers and to make them reflect on the current migratory situation.

Everyone is free to interpret our work in a personal way.

 

 

studenti IV Liceo Maiorana di Gela

L’Alba del migrante

Liceo Artistico  Majorana Gela

Il concorso “L’Europa inizia a Lampedusa” ci ha dato l’occasione di affrontare l’argomento immigrazione sotto una prospettiva diversa, quella artistica. È complicato, a scuola, in questi giorni parlare di immigrazione. È complicato perché la morte di tante persone è sempre toccante. Non si cresce chiudendo le porte al mondo!

studenti IV Liceo Maiorana di Gela

Questo è il motto che gli studenti hanno tenuto in mente, accogliendo la sfida concorsuale con molto entusiasmo. Gli alunni del liceo artistico, indirizzi arti figurative e design-moda, hanno realizzato:  poesie, foto, dipinti che ci parlano del tema proposto in modi differenti. Si è discusso molto in classe del fenomeno, e gli studenti hanno lavorato in gruppo e realizzato delle ricerche prima di realizzare le loro opere. Gli alunni dell’indirizzo design-moda, pur creando opere di natura letteraria, hanno accostato all’opera un figurino, con eventuale abito da realizzare.

studenti IV Liceo Maiorana di Gela

La scultura “L’alba del migrante” rappresenta un linguaggio del tutto originale di comunare, dotato di armonia e perfezione estetico formale, nonchè di una carica poetica ed emotiva, degne della migliore espressione artistica. I materiali- terracotta e colori acrilici –  sono quelli utilizzati giornalmente nei laboratori della scuola. La scultura ha permesso di rappresentare un uomo tra le onde, illuminato dai primi raggi del sole, che simboleggiano la luce della libertà, della vita, della vittoria. Il volto del migrante, però, è rivolto indietro, al suo passato, alla terra che non rivedrà mai più, ma oggi è un altro giorno, il passato rimarrà in eterno nel suo cuore, adesso l’attende una nuova vita.
Prof.ssa Sonia Madonia

l’opera d’arte

Quest’opera scultorea, realizzata in terracotta e colori acrilici, è una rivisitazione del David di Bernini. L’uomo, figura di un migrante, ha il busto proteso in avanti, cioè al futuro, ma il suo sguardo è rivolto alla terra che ha lasciato e, metaforicamente, al passato.  Alle sue spalle si lascia la guerra, la povertà, ma anche le proprie origini e tradizioni, la sua intera vita che è costretto ad abbandonare se vuole continuare a vivere.  L’opera rappresenta la voglia di ricominciare, nonostante le difficoltà che si incontrano a partire dalla traversata. Il mare è salvezza, ma anche morte. Il viso non è ben definito e l’espressione è incerta, così come lo sguardo spaventato di chi va incontro all’ignoto. Il colore oro della scultura ricorda le prime luci dell’alba, che colpiscono i visi tristi di chi viaggia, illuminandoli di speranza.

studenti IV Liceo Maiorana di Gela

Abstract

This sculptural work, made of terracotta and acrylic colors, is a review of Bernini’s David. Man, a migrant figure, has his bust forward, that is to say the future, but his gaze is turned to the land he left and, metaphorically, to the past. Behind him leaves war, poverty, but also his own origins and traditions, his entire life that he is forced to abandon if he wants to continue to live. The work represents the desire to resume, despite the difficulties encountered since the crossing. The sea is salvation, but also death. His face is not well defined and the expression is uncertain, as well as the scared look of those who meet the unknown. The gold color of the sculpture remembers the early dawn lights, affecting the sad faces of travelers, illuminating them with hope.

dopo Lampedusa

Vi siamo grati per averci fatto vivere questi giorni all’insegna della formazione, del divertimento e della condivisione. Tantissime sono state le domande e molteplici le risposte, arricchendo la nostra cultura. Il tema trattato ci ha coinvolti emotivamente permettendo di ampliare la visione della realtà odierna. Da oggi l’Europa inizia anche a Gela.
Un ringraziamento speciale va alla nostra professoressa Sonia Madonia e la nostra dirigente Carmelinda Bentivegna. – gli studenti del Liceo Artistico E.Majorana di Gela: Aurora Tandurella, Alice Fraglica, Marika Paci e Davide Morreale.

Un laboratorio interessantissimo quello organizzato dall’OIM- Organizzazione Internazionale per le Migrazioni– a cui partecipano anche gli alunni del Liceo Artistico Majorana di Gela. Si approfondisce l’orrore della tratta dei migranti, quali torture sono costretti a subire durante il viaggio o nei paesi di transizione. Momenti toccanti durante la proiezione delle testimonianze, seguite da interventi degli studenti, coinvolti emotivamente.

dopo lampedusa

scuola di gela