scuola di Pesaro

Seguimi

Liceo Scientifico “Marconi” di Pesaro

PRESENTAZIONE LAVORO LICEO SCIENTIFICO “MARCONI”

Il progetto VIDEO nasce in collaborazione tra il LABORATORIO CINEMA e il LABORATORIO RESPONSABILITA’ del nostro istituto. Il gruppo studenti ha riflettuto a lungo sul tema del pregiudizio applicato alle migrazioni ed ha deciso di raccontare una storia di quotidiano timore. Il lavoro è stato effettuato con grande entusiasmo e passione dagli studenti coinvolgendo uno dei ragazzi accolti nella nostra città.

ABCSTRACT LAVORO VIDEO “SEGUIMI”

Una storia di ordinario timore. Una professoressa di italiano viene presa di mira da un personaggio “minaccioso” che la segue e risponde perfettamente alle sue paure e pregiudizi. La sorpresa non farà altro che ricordare che l’ignoranza fa paura e genera la guerra mentre la cultura genera la pace.

dopo lampedusa

Appena tornati a Pesaro. Abbiamo parlato per tre ore in macchina condividendo tanto per tornare e non smettere di pensare. Grazie a tutti davvero per l’onore di avere fatto un po’ di miglia insieme. Ci uniamo alle tante voci di questi giorni sicuri che ora, dopo quattro anni, le tante vittime di questo naufragio possono morire tranquille perché nella nostra memoria non cesseranno di esistere !!!
Marco, uno studente della delegazione

 

Sea: a way to hope!

Istituto polispecialistico San Paolo Sorrento (NA)

Descrizione dell’opera

Gli allievi della classe IV A (attuale V A) ad Indirizzo Servizi Commerciali dell’Istituto Polispecialistico “San Paolo” di Sorrento, nell’ottica di una dinamica e interiorizzata partecipazione alle problematiche attuali, hanno partecipato con vivido entusiasmo al concorso “L’Europa inizia a Lampedusa” proponendo un video “a più mani”.

Vi si inscena con grazia e levità una danza dal sapore interculturale: una ragazza, Nadia Noemi, e un ragazzo, Roberto, tessono armonie gestuali sulle note di una canzone scritta e cantata dagli alunni stessi. Il mare, veicolo di spostamenti e viaggi, speranze e tragedie, fa da sfondo ad un incontro che si configura come uno scambio, e quindi un arricchimento visivo e sensoriale, ma anche ad un contrasto tra colori (bianco e nero) di pelle e di vestiario, generi musicali (classico e rap), stili (elegante e casual), movimenti (tradizionale e di rottura, fluido e cadenzato).

Il testo stesso della canzone (scritto da Antonino e Roberto) è una commistione anche di lingue diverse (italiano e inglese) e, nel momento in cui viene cantato (da Francesca, Roberto, Antonino e Andrea) diventa, a tratti, corale così come le voci degli immigrati che, quasi, all’unisono sembrano invocare e richiedere il nostro “aiuto”. Esso racconta di un passato di lacrime e catastrofi, di madri e figli allontanati prepotentemente, di armi, scoppi e urla. La risposta degli adolescenti, la soluzione ad un fenomeno così attuale, non poteva essere che un inno alla vita che, qui, si traduce in danza, musica, parole, suoni, colori; un messaggio, in ultima analisi, di speranza e di solidarietà.

LE VERSIONI E LA SCELTA DEL TITOLO DEL VIDEO

Il video ha conosciuto diverse versioni sulla base delle modifiche apportate di volta in volta dagli allievi al testo della canzone e, conseguentemente, alle registrazioni delle parti danzate. Originariamente, seppur composta per essere cantata, non è stata registrata la sezione in inglese che compare invece nella versione definitiva accompagnata dalle movenze dell’alunno Roberto, autore, tra l’altro, dei suddetti versi in lingua straniera.

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La scelta del titolo è stata presa dalla classe nella sua interezza. Le proposte erano molteplici, ma tutte volevano in qualche modo sottolineare l’importanza attribuita al mare, unica possibilità di sfuggire, almeno geograficamente, al dolore.  Successivamente si è pensato di giocare con la pronuncia italiana del termine inglese “sea”: il mare, appunto, ma anche “sì”, ossia avverbio di affermazione, una sola sillaba con la quale i ragazzi del nostro istituto vogliono manifestare solidarietà verso chi è meno fortunato, impegno ad uscire dal proprio recinto per incontrare l’altro, speranza per un futuro diverso, migliore.

IL TESTO DELLA CANZONE

Non restare sempre nella stessa posizione
Perché è molto lontana la tua destinazione
E non lasciare mai la tua passione
Perché così completi la tua missione

Ragazzi da un paese sempre molto lontano
Vengono qui a chiederci una mano
Chi si è perso per mezzo della via
O chi al sicuro senza famiglia In Italia
E non finiscono mai queste storie
Che ormai ci sono rimaste nelle memorie
Una mano noi sempre ve la diamo
noi il prossimo sempre lo aiutiamo
Sempre di più se possiamo
Perché noi capiamo
Specialmente quando stai in difficoltà
So che ad aiutare non bisogna aver chissà che facoltà
In questo pianeta Terra chiamato Mondo
Per sistemare le cose c’è sempre un modo
Qui bambini e giovani in cerca di un vita migliore
Dopo aver passato una vita di dolore
Vogliono solo riuscire ad amare e a lavorare
Perché tutti questi episodi non si dimenticano
Rimangono come ricordi di avventura
Poi studierai per avere un po’ di cultura
Per quello che ci servirà nella vita futura
Cioè la crescita di una creatura

 

Non restare sempre nella stessa posizione
Perché è molto lontana la tua destinazione
E non lasciare mai la tua passione
Perché così completi la tua missione

Non restare sempre nella stessa posizione
Perché è molto lontana la tua destinazione
E non lasciare mai la tua passione
Perché così completi la tua missione

It’s never too late
To Make things great
Never start to rush to much
Because the cash can make you crash
Believe always in your ambition
And you’ll be cool in another situation
Maybe now you aren’t in our zone
But remember always where you’re coming from
Don’t stay always in the same position
Because is far your destination
Don’t try to be someone else
But be always yourself

Never leave back your passion
And at the end complete your mission
Maybe in the past wasn’t funny
But you lucky and you should be happy
You are not there you are here
So now you got the opportunity everywhere
If you put our passion on list one
You gonna be the number one
I can’t explain  Your own pain
But can say again
You my brother
And my sister
Not never

Non restare sempre nella stessa posizione
Perché è molto lontana la tua destinazione
E non lasciare mai la tua passione
Perché così completi la tua missione

Della mia vita non ricordo molto
A parte quel Kalashnikov puntato al volto
Non dimenticherò mai quel rumore assordante
Spari e urla rendevano tutto agghiacciante
Urlavo aiuto ma nessuno sentiva
Pregavo Dio mentre stavo alla deriva
Una Nave mi porta lontano da questa guerra
Mentre i miei occhi sognano di sbarcare a Terra
Ho visto mia Madre in lacrime abbracciarmi
Figlio mio poggeremmo un fiore su queste armi
Non ho perso la speranza posso ancora vivere
Sono sicuro che il mio destino è ancora da decidere.

Autori: Fiorentino Antonino e Franceschini Roberto
Cantanti: Barbato Andrea, Fiorentino Antonino, Franceschini Roberto, Mastellone Francesca
Coreografie: Celentano Nadia Noemi e Franceschini Roberto

Il giorno dopo c’erano i segni di una pace terrificante

Liceo delle Scienze Umane “R.M. Adelaide” Aosta >>

“…Il giorno dopo c’erano i segni di una pace terrificante,
mentre il cuore d’Italia,
da Lampedusa ad Aosta,
si gonfiava in un coro di vibrante protesta.”

Abbiamo scelto di montare due video-spot complementari per dare agli spettatori un duplice punto di vista: l’esperienza del migrante bambino e l’esperienza del migrante adulto.

La poesia e la canzone, composti e interpretati da noi, ci hanno consentito di toccare le corde più profonde dell’anima di tutti coloro che si avvicinano alla conoscenza della realtà dell’accoglienza a Lampedusa.
 classe 5°ALSU

“Il giorno dopo c’erano i segni di una pace terrificante, mentre il cuore d’Italia, da Lampedusa ad Aosta, si gonfiava in un coro di vibrante pretesta.”: questo è il nome della nostra creazione. Il titolo è stato estrapolato dalla canzone “La domenica delle salme” scritta dal cantautore italiano Fabrizio De André. Abbiamo scelto questi versi perché il testo della canzone è una denuncia contro la guerra ed è un invito alla pace e alla democrazia.

Abbiamo lavorato, insieme alla docente di filosofia e scienze umane Florio Paola, con l’obiettivo di portare alla luce i pericoli, la disperazione, la paura e la fame di ogni migrante.

L’aspetto più significativo di questo fenomeno è il viaggio che si ripete ogni giorno nel Mar Mediterraneo nel quale molti adulti e bambini perdono le loro vite. Secondo le ultime analisi statistiche infatti approssimativamente 5000 persone sono morte, nel 2016, a causa di un problema al motore della barca o per crudeltà dei trafficanti di uomini o a causa delle condizioni disumane in cui vengono trasportati.

Il primo video vuole descrivere il viaggio nel Mediterraneo dal punto di vista di un bambino che sta scappando dalla guerra, il finale fortunatamente è per lui positivo. Il piccolo protagonista arriva, con un gruppo di migranti, in Italia dove si sentirà accettato e integrato.

Il secondo video vuole sottolineare il problema dei pregiudizi e delle barriere sociali e politiche contro gli immigrati. Abbiamo deciso di descrivere il viaggio di un uomo che è arrivato a Lampedusa dopo un viaggio pericoloso attraverso il mare. Pur trovando all’inizio qualcuno disposto ad aiutarlo, il migrante è consapevole del fatto che sarà difficile raggiungere l’accettazione da parte delle altre persone. Nel secondo video sono presenti, per spiegare meglio i concetti salienti, una nostra poesia ed anche una piccola canzone della quale siamo compositori sia del testo che della melodia.

english

The title is extrapolated from the song “ La domenica delle salme” written by the Italian songwriter Fabrizio De André.We chose these verses because the song’s lyrics are a complaint against war and it is a call to peace and democracy.

We worked in order to report the dangers, the desperation, the fear and the hunger of every migrant. The meaningful aspect is the everyday travel in the Mediterranean sea where several adults and children lose their lives. According to Italian statistical analysis, approximately 5000 people died in 2016 because of a problem to the boats’ motors , the immigrants traffickers’ cruelty or the inhumane conditions in which they are transported.

Our work consists in two parts:
The first video wants to describe the travel in the Mediterranean sea from the point of view of a child, who is escaping from the war, but there is an happy ending; the little protagonist arrives, with a group of migrants, in Italy, where he is accepted and where he feels integrated.
The second video wants to underline the problem of the prejudices and of the social and political barriers against immigrants. We decided to describe the journey of a man who arrived to Lampedusa after a dangerous travel through the sea. At the beginning, he finds somebody who helps him, but he is aware of the fact that he will be difficult to reach the acceptance from other people. In order to explain the situation, we wrote a poem and a song.

a lampedusa