Uomini e no

ISIS Leonardo da Vinci di Firenze

Presentazione

Uomini no: storie di ordinario razzismo. Soluzioni di ordinaria umanità

Sul tema dell’immigrazione, abbiamo pensato di realizzare un film-documentario perché riteniamo che i video siano il modo più “visibile”, più immediato, più efficace per trasmettere ai ragazzi tematiche importanti.

Il fatto che i ragazzi, insieme ai docenti e ai genitori, siano stati parte attiva, attori del film, ha reso la cosa ancora più interessante e coinvolgente. Gli incontri con alcuni rifugiati, con l’UNHCR, la Guardia Costiera, la Marina Militare e alcune Associazioni di Firenze che si interessano degli immigrati, hanno fatto sì che questa esperienza fosse altamente formativa.

abstract

Il video è stato tratto da un film-documentario realizzato a scuola con la collaborazione di alunni, insegnanti e genitori. Affronta il drammatico e, purtroppo, attuale fenomeno dell’immigrazione ed alcuni problemi ad esso legati: paura, razzismo, insofferenza etc.

Trattando l’argomento dell’immigrazione si è cercato di educare i ragazzi alla tolleranza e alla solidarietà nei confronti di chi è considerato diverso e, nel caso specifico, dell’immigrato. Dopo una prima fase di ricerche, interviste, questionari, è stata stesa una sceneggiatura e quindi è stato realizzato il film. Di grande aiuto sono stati gli incontri con alcune Associazioni del territorio che si interessano del fenomeno e con l’UNHCR, che ci ha permesso di incontrare dei rifugiati.

Significative e molto interessanti sono state le visite effettuate, una a Novembre e l’altra a Marzo, a Roma presso le sedi della Guardia Costiera e della Marina Militare, perché hanno permesso ai ragazzi di interagire con chi, ogni giorno, ha a che fare con le operazioni di salvataggio dei migranti. Il materiale ed i video che ci sono stati gentilmente dati dalla G.C. e dalla M.M. sono stati utilizzati per la realizzazione del film. Le tematiche di cui si è tenuto conto nella realizzazione del video sono:

  • le dinamiche che si possono creare in un contesto (classe) all’arrivo di persone straniere;
  • l’impegno e la responsabilità della scuola che deve educare alla tolleranza e alla solidarietà attraverso un’informazione obiettiva e scevra da pregiudizi;
  • l’importanza della famiglia nell’educare al rispetto e all’accettazione dell’altro;
  • i rapporti affettivi che possono nascere fra i ragazzi quando questi non sono condizionati da pregiudizi,
  • una giusta e corretta informazione può convincere anche le persone più “coriacee”, più razziste a mettersi in discussione e a rivedere le proprie idee.

La referente del progetto Adele Basta

english

The video was taken from a documentary made at school with the collaboration of students, teachers and parents. It deals with the dramatic and, unfortunately, current immigration and  some related problems such as fear, racism, intolerance. As far as immigration is concerned, teachers have tried to raise students’ awareness of  tolerance and solidarity towards others and, in the specific case, of the immigrants.

After a first phase of researches, interviews, questionnaires,  a script was written  and a film   made. Of great help were the meetings with some local associations concerned with immigration and with the UNHCR, which allowed us to meet some refugees. The visits held in Rome in November and March at the heardquartes of the Coast Guard and the Navy were significant and very interesting. The students were allowed to  interact with those who have to do with the daily rescue of immigrants. The material and videos that we were kindly given by the Coast Guard and the Navy were used for  making  the film.

The themes taken into account in the making  of the video are as follows:

  1. The dynamics that can occur in a context such as a classroom with the arrival of foreigners ;
  2. The committment and responsability of the school that should teach tolerance and solidarity through and objective information free from any prejudice;
  3. The importance of the family in teaching respect and acceptance of the others;
  4. Personal relationships that may form among teenagers when they are not affected by prejudice;
  5. Fair and correct information can convince even the “hardest” and the most racist people to question themselves and revise their own ideas.
iceo-da-Vinci-Trento

O’ scià

Liceo scientifico Leonardo da Vinci – Trento

La scelta del video è stata dettata dal fatto che prima di partire per il nostro viaggio a Lampedusa, abbiamo allestito all’interno della classe, una vera e propria redazione giornalistica, per cui ci siamo divisi i compiti: chi si incaricava di fare le fotografie, chi di fare le interviste , chi di scrivere pezzi di approfondimento e riflessione e chi di girare delle immagini che poi, una volta tornati a casa, sarebbero state elaborate e montate per dar vita appunto ad un cortometraggio.

il progetto

Il video “O’ scià” parla di sensazioni, emozioni e riflessioni rielaborate  dopo un viaggio d’istruzione scolastico fatto da due classi, la 4^E del Liceo scientifico Leonardo da Vinci e la 4^B del Liceo musicale e coreutico Bonporti di Trento, a Lampedusa nell’aprile del 2017.

scuola di trento

Il titolo non è solamente una parola utilizzata nel dialetto locale, ma sta per “respiro” che è poi  strettamente connesso al concetto di vita, e il video vuole rappresentare proprio le vite di quelle persone  tragicamente scomparse in mare a causa delle terribili condizioni a cui i migranti sono costretti prima e durante l’attraversamento del Mar Mediterraneo.

Usando anche immagini d’archivio della Marina Militare Italiana, il video mostra quanto sia duro e doloroso il percorso che i migranti sono costretti ad affrontare una volta presa la difficile decisione di abbandonare il proprio Paese alla ricerca di un’esistenza migliore.

Inoltre il video si concentra su come i richiedenti asilo trascorrono il loro tempo a Lampedusa: la permanenza coatta insieme ad altre centinaia di persone all’interno dell’hotspot, girovagando per le strade del paese cercando di rimuovere il ricordo dell’inumanità subita nello sforzo di sopravvivere, improvvisando ad esempio una partitella di pallone sulla spiaggia con noi, loro coetanei, che ben altro più favorevole destino la vita ci ha riservato.

Inoltre il prodotto include alcune testimonianze di persone incontrate durante la permanenza sull’isola, come quella del medico Pietro Bartòlo, che da più di 25 anni visita  uno ad uno tutte le persone che sbarcano sull’isola, e dell’ottico di Lampedusa, Carmine Menna, che con grande disponibilità e cordialità hanno raccontato le esperienze da loro direttamente vissute soprattutto in occasione dell’ormai tristemente famoso naufragio del 3 ottobre 2013 vicino alle coste dell’isola.

dopo lampedusa

https://www.ufficiostampa.provincia.tn.it/Comunicati/Workshop-sull-emigrazione-il-liceo-da-Vinci-a-Lampedusa

Calvino_Amico_Trapani

aMare

Istituto Superiore “S. Calvino- G.B. Amico”, Trapani

Il video è stato realizzato durante un’esperienza di integrazione e di scambio culturale: una giornata trascorsa presso la struttura di accoglienza gestita dalla cooperativa sociale “Badia Grande” di Bonagia (in provincia di Trapani).

IS S. CALVINO G.B. AMICO TPGli studenti della classe IVG (ora V G) dell’Istituto Tecnico Tecnologico “G.B. Amico” di Trapani hanno avuto modo di confrontarsi con le esperienze di vita di alcuni loro coetanei, richiedenti asilo, provenienti da diversi Paesi del Nord Africa.

La scelta è stata quella di utilizzare il linguaggio, sintetico e immediato, dello spot pubblicitario a sfondo sociale. Attraverso una successione di dettagli degli studenti e dei ragazzi ospiti presso la struttura, si è voluto mettere in risalto l’annullamento (o il superamento) delle differenze.

Accostando in successione  gli sguardi, i sorrisi, le mani degli alunni e degli immigrati, si è voluto creare una smaterializzazione delle singole identità, per esaltare, invece, le somiglianze, le affinità e l’appartenenza a un unico genere, il genere umano. Raccontando i corpi e i volti non nella loro unità, bensì attraverso singoli particolari, il montaggio restituisce un unico corpo, quello dei giovani che insieme, nell’inquadratura finale, rivolgono lo sguardo verso il Mediterraneo, la culla che li ha generati e che oggi, drammaticamente, costituisce il cupo teatro di morte di migliaia di persone alla ricerca di una vita migliore di quella che lasciano.

Calvino_Amico_Trapani

Una voce fuori campo costituisce la cornice del video, recitando in italiano e in un dialetto della Nuova Guinea: «Questi occhi, questi sorrisi, queste mani provengono dallo stesso mare».

Rivolgendo il loro sguardo verso il Mediterraneo, i giovani, studenti e migranti, con vissuti ed esperienze estremamente diversi, contemplano un futuro possibile migliore dell’attuale presente, se pensato e progettato all’insegna del rispetto, dell’integrazione e della condivisione.

Abstract

We, the student of the class IVG of the Technical Technological Institute “G.B. Amico” of Trapani, have made a video project during a visit at the social cooperative centre “Badia Grande” in Bonagia (Trapani) which had the purpose of carrying out an experience of integration and cultural exchange. We had the great opportunity to spend time with  peers who are asylum seekers from various countries of North Africa.

We decided to utilize the synthetic and straightforward language of the social advertising. Through a series of details we wanted to point out the annulment of the differences between us and the asylum seekers.

Through the shots of our looks, our smiles, our hands with those of the immigrants, we wanted to create a dematerialization of individual identities, enhancing the similarities and belonging to a single race, humanity. We did not want to portray the bodies and facies in their unity, but rather through specific features. Finally, this body made of different details that represents our young generation gazes at the Mediterranean Sea which has nowadays become a tragic theatre of the dead of thousands of people seeking a better life.

A voiceover recites into Italian and in a Guinean language: «These eyes, these smiles, these hands come from the same sea».

Gazing at the Mediterranean Sea, young students and migrants, with different backgrounds and life experiences, contemplate a better future that is achievable if conceived and designed onto  respect, integration and mutual sharing.

dopo lampedusa