scuola di Pesaro

Seguimi

Liceo Scientifico “Marconi” di Pesaro

PRESENTAZIONE LAVORO LICEO SCIENTIFICO “MARCONI”

Il progetto VIDEO nasce in collaborazione tra il LABORATORIO CINEMA e il LABORATORIO RESPONSABILITA’ del nostro istituto. Il gruppo studenti ha riflettuto a lungo sul tema del pregiudizio applicato alle migrazioni ed ha deciso di raccontare una storia di quotidiano timore. Il lavoro è stato effettuato con grande entusiasmo e passione dagli studenti coinvolgendo uno dei ragazzi accolti nella nostra città.

ABCSTRACT LAVORO VIDEO “SEGUIMI”

Una storia di ordinario timore. Una professoressa di italiano viene presa di mira da un personaggio “minaccioso” che la segue e risponde perfettamente alle sue paure e pregiudizi. La sorpresa non farà altro che ricordare che l’ignoranza fa paura e genera la guerra mentre la cultura genera la pace.

dopo lampedusa

Appena tornati a Pesaro. Abbiamo parlato per tre ore in macchina condividendo tanto per tornare e non smettere di pensare. Grazie a tutti davvero per l’onore di avere fatto un po’ di miglia insieme. Ci uniamo alle tante voci di questi giorni sicuri che ora, dopo quattro anni, le tante vittime di questo naufragio possono morire tranquille perché nella nostra memoria non cesseranno di esistere !!!
Marco, uno studente della delegazione

 

L’odissea dei migranti

LSC G.Peano S. Pellico Cuneo

THE MIGRANTS’ ODYSSEY: from Desperation to Welcome in the Greater European Home

In order to know at first hand about the problems regarding the new waves of migration across the Mediterranean Sea, we students from Class 4 Gamma in the Silvio Pellico High School in Cuneo decided to interview some asylum-seeking girls staying in the Momo Cooperative in Confreria, near Cuneo.

This cooperative was born in 2002 and offers social and educational services. In 2014 it started its service for asylum-seekers and refugees with “2 CASS”, a special temporary reception.

Fabrizio and Eleonora, in charge of this centre, told us that this social emergency led them to widen their horizons and to look at what is happening in the world. Therefore, with a Prefecture-organised initiative they started to welcome asylum-seeking women. This number increased rapidly and they decided to make three flats available to other women.

They explained that as of today the number of migrants is so high that the extraordinary reception has become ordinary reception and the SPRAR (ordinary reception systems) are no longer sufficient. Indeed, since 2001 arrivals via sea or land borders have made it impossible for the Home Office to welcome all migrants via the SPRAR. Thanks to Prefecture intervention, it has been possible to open these extraordinary reception centres.

We had to interview the girls in English and French. Only in a few cases was it possible to interview them in Italian which made us all the more aware of the need to study languages in a multiethnic society.

What struck us, and what we discussed in class too, was the strong hope for a better future in the fabled Europe as a guiding force in their sometimes desperate lives, full of pain and also sadness for loved ones lost or left behind.

 

 

L’Europa siamo noi – We are Europe

IS “L. da Vinci O.Colecchi” L’Aquila

Presentazione del lavoro

Quando abbiamo letto le finalità del concorso, in modo unanime e deciso, abbiamo subito pensato ad esprimere idee e pensieri tramite un’immagine. Siamo partiti dalla necessità di esprimere positività, di vivere il fenomeno dell’immigrazione come opportunità, di far comprendere che accogliere ed includere deve essere “NORMALE” perché da sempre, per svariati motivi, i popoli emigrano, si inseriscono in nuove realtà e contribuiscono a fare evolvere il mondo. Il naufragio del 3 ottobre 2013 è stato rappresentato da una barchetta di carta legata con una scia rossa a Lampedusa: uomini, donne e bambini venuti da lontano che si dissolvono in mare con la stessa fragilità di quella barchetta; la felicità di una famiglia multietnica perfettamente integrata; in sottofondo un’Europa che sui migliaia di migranti sbarcati a Lampedusa è solo una presenza sbiadita.

Immigrazione: sofferenza, paura, accoglienza, incontri, scambio di culture, amore e speranza.

Le alunne e gli alunni della classe III E ALB hanno riflettuto a lungo sulla realtà e sulle cause dell’incessante fenomeno migratorio in Italia, sul ruolo dell’Europa e sulla vita delle migliaia di persone coinvolte.

Morire per fuggire dal proprio paese è inaccettabile. La vita del migrante, quando si ha la fortuna di conservarla, è durissima. Le alunne e gli alunni si sono soffermati sugli aspetti positivi del fenomeno, sulla trasformazione del problema in opportunità; hanno intervistato una nuova e giovanissima famiglia piena di amore e gioia, perfettamente integrata nel contesto sociale e territoriale.

Grazie, 24enne aquilana; Omar, giovane 27enne senegalese; Rassoul, il loro bellissimo bambino di 1 anno; la loro storia, il loro amore, l’accoglienza e la convivenza delle due diverse famiglie; nuovi cittadini italiani che contribuiranno positivamente allo sviluppo dell’Europa. In onore a tutte e tutti coloro che hanno perso la vita per migliorarla, un esempio di concreta speranza.

Il risultato finale è una fotografia, ottenuta utilizzando come base un ritratto della famiglia multietnica e, con l’ausilio di software di grafica, sono state inserite delle immagini simbolo esplicative dei concetti più importanti oggetto di riflessione costante delle alunne e degli alunni durante le attività progettuali.

Abstract

A new and very young family as symbol of new Europe, where is possible the coexistence of different cultures and religions.
Death, travel, hospitality, inclusion, union, family, love, Sicily, Europe: these are concepts who inspired the realization of the work.

The migratory phenomenon has been the object of long reflection on the part of students who have built an elaborate to communicate a positive message of life and hope.

dopo lampedusa

Non sarà facile essere gli stessi di prima dopo queste giornate e questi incredibili incontri. Grazie a tutti coloro che hanno dato l’anima in questi giorni nonostante i mille imprevisti e le difficoltà. Vi informeremo sulle modalità di diffusione a tutta la nostra comunità, scolastica e sociale. 

Siamo tornate a casa piene di entusiasmo e forza. Abbiamo letto e condiviso i vostri disagi nel viaggio di ritorno, colleghe e colleghi esemplari. Voi tutti del Ministero fantastici ed operativi al massimo. Grande esempio di efficienza e pazienza. Ne farò tesoro. Grazie ancora per tutto con la promessa di divulgare e trasferire il massimo possibile.
Un abbraccio dal Da Vinci di L’Aquila

Viaggiannu rintra u mari

Liceo Scientifico Einstein di Rimini

Il progetto a noi proposto ci è stato somministrato dalla professoressa Italiano Vitalba. Tratta un tema fondamentale in questi giorni: l’immigrazione. Siamo totalmente coinvolti, come nazione e popolo, a condividere ed essere consci della situazione del momento.

Sempre più spesso vediamo ai telegiornali una realtà apparentemente distante, ma che in verità ci mostra un mondo che da estraneo sta diventando sempre più tangibile.

Abbiamo trovato in questo progetto, un modo per sensibilizzare all’argomento, considerandolo un buon metodo per avvicinare anche i più giovani alla realtà.

In una società che parla con audio e condivide con messaggi, pensiamo che la proposta video che abbiamo deciso di realizzare mostri un buon focus su ciò che anche molti nostri coetanei si trovano ad affrontare ogni giorno.

Abbiamo provato a raccontare la loro esperienza, il loro vissuto, le loro paure e il loro pensiero; quello che più ci preme è riuscire a trasmettere, attraverso le conoscenze ricevute da telegiornali, testimonianze e letture, i sentimenti e le emozioni di chi si trova a essere chiamato “immigrato”.

Chiunque di noi potrebbe trovarsi in una simile situazione, richiedente aiuto e appoggio, quando più ne abbiamo bisogno. La nostra speranza è che, condividendo questo video, si possa diffondere la conoscenza e la consapevolezza di una causa che coinvolge l’Europa intera. Non chiudiamo gli occhi di fronte alla realtà, non giriamo il viso per non vedere, non neghiamo un aiuto nel momento del bisogno.

www.itimedi.it/

Who we are

Istituto Tecnico Industriale E. Medi – ITI E.Medi San Giorgio a Cremano >>

presentazione dell’opera

Abbiamo voluto creare quest’opera a seguito dalla constatazione della nostra quotidiana indifferenza al tema dell’immigrazione e degli sbarchi. Il nostro essere “social” spesso ci distrae da ciò che ci accade intorno e ci illude di vivere in un mondo dorato dove ogni cosa viene mostrata nel suo aspetto più bello e leggero.

Il mare è protagonista delle nostre foto sui social, foto in cui vogliamo mostrare il nostro stile di vita, la nostra forma fisica, il nostro buon gusto…

Ma il mare è anche altro.

E’ anche il luogo della speranza e della disperazione, è il luogo in cui i sogni possono iniziare e possono finire nella tragedia.

E’ questo che Martina capirà in questo suo percorso, mentre la voce della canzone “Whoweare” spingerà lo spettatore a chiedersi chi siamo noi e chi sono “loro”.

english

We wanted to create this work following the observation of our daily indifference to the issue of immigration and landing. Our “social” being often distracts us from what’s happening around us and it delights us to live in a golden world where everything is shown in its most beautiful and superficial appearance.

The sea is the protagonist of our social photos, photos where we want to show our lifestyle, our physical form, our good taste …

But the sea is also something else …

It is also the place of hope and despair, it is the place where dreams can begin and may end in tragedy.

That’s what Martina will understand in this journey, while the voice of the song “Whoweare” will push the spectator to wonder who we are and who they are “them.”

Abstract

Una ragazza di oggi, spensierata e allegra, passa le sue giornate tra selfie, social network e hashtag, non badando a tutte le notizie che riguardano gli sbarchi e concependo tutto ciò come qualcosa che non le riguarda.
In classe, le notizie date dall’insegnante sugli sbarchi, non sono neppure ascoltate da Martina e i suoi amici, impegnati a scattare selfie e a progettare il loro pomeriggio al mare.
Quel mare che rappresenta, per lei e i suoi amici, solo il luogo dello svago, del relax e della bellezza.
Sarà costretta a non essere più indifferente nel momento in cui un virus informatico invaderà i suoi profili social, facendole aprire gli occhi sulle sue ipocrisie e contraddizioni.
Capirà che il mare purtroppo è scenario anche di una grande tragedia, nel momento che i suoi hashtag si scontreranno con immagini molto diverse da quelle dei suoi selfie.

english abstract

A modern girl, careless and cheerful, passes her days between selfies, social networks, and hashtags, not paying attention to all the landing news and conceiving everything as something that does not concern her.
In the classroom, the teacher’s news on landings is not even listened to by Martina and her friends, engaged in selfie shooting and planning their afternoon at the sea.
The sea that represents, for her and her friends, only the place of leisure, relaxation and beauty.
She will be no longer indifferent when a computer virus invades its social profiles, opening its eyes to her hypocrisy and contradictions.
Martina understands that the sea unfortunately is also a scenario of great tragedy, as her hashtags collide with images that are very different from those of her selfies.