Liceo Corbino di Siracusa

Semi di Lampedusa a Siracusa

Il confronto avvenuto tra noi studenti del Liceo Corbino di Siracusa e l’avvocato Donatella Crucitti, coordinatrice provinciale di Emergency, nel corso dell’ultima assemblea d’Istituto, ha positivamente chiuso una prima fase del percorso, sul tema dei migranti e dell’accoglienza, su cui la nostra scuola è da tempo impegnata.

Liceo Corbino di Siracusa

Attraverso diversi dibattiti su questa problematica, di scottante attualità, abbiamo imparato a confrontarci con un fenomeno complesso e insieme urgente, vissuto direttamente, in un’esperienza toccante ed emozionante, grazie a un viaggio proprio a Lampedusa, premio per la realizzazione di un fumetto proprio su tale tematica.

Qui abbiamo, come dire, toccato con mano la capacità di tanti volontari di donare se stessi nel sogno, che non vogliamo assolutamente considerare utopico, di una società veramente aperta e solidale, disposta ad accogliere chi soffre nella piena convinta adesione, empatia, delle loro vite disperate.

Un messaggio che abbiamo pensato fosse giusto condividere, al nostro ritorno, con tutti i nostri compagni per rompere quel muro di indifferenza e di cinismo che ci impedisce di fermarci a riflettere sul futuro che stiamo costruendo per noi stessi e per chi da noi vorrebbe solo aiuto e attenzione.

L’incontro con l’avvocato Crucitti ha quindi avvicinato geograficamente quell’esperienza: volontari si può essere anche qui, nelle nostre città, contribuendo ciascuno, grazie alle proprie capacità, e possibilità, alla propria professione o semplicemente attitudine o passione, a promuovere l’integrazione con un mondo fisicamente lontano, ma umanamente così vicino.

Liceo Corbino di Siracusa

E altro momento che ha scolpito le nostre coscienze è stato l’incontro con la grande umanità e sensibilità del dottor Pietro Bartolo, il medico di frontiera di Lampedusa. Filmati, testimonianze, interviste hanno disegnato le condizioni disumane e i pericoli che i migranti sono disposti ad affrontare pur di fuggire da guerre, persecuzioni e carestie.

Leggendo il suo libro, “Lacrime di sale”, si è travolti da un’ondata di forti emozioni che si susseguono, parola dopo parola: talvolta malinconia, tristezza, angoscia, ma allo stesso tempo la speranza che, consapevoli del terribile destino di queste persone, si possa operare tutti insieme per realizzare un futuro migliore, senza odio, né guerre. Sicuramente con gli anni la nostra attenzione al tema della accoglienza è aumentata notevolmente e, andando avanti nei percorsi di studio, abbiamo avuto la possibilità di valutare il problema sotto varie sfaccettature.

Gli incontri con coloro che hanno maggiori esperienze in questo settore ci spingono a una sempre più ampia e condivisa informazione in modo tale da approfondire le nostre conoscenze prendendo atto di ciò che accade intorno a noi e di ciò che sicuramente, in qualche modo, ci riguarda in prima persona. Ancora una volta, e per sempre, è nei valori dell’humanitas che intendiamo riconoscerci.

rassegna stampa

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