Semi di Lampedusa a La Spezia

Semi di Lampedusa a La Spezia

Semi di Lampedusa a La Spezia

testimonianze degli studenti

Per noi del Liceo artistico V. Cardarelli l’esperienza vissuta a Lampedusa è stata illuminante sotto tutti i punti di vista. Ogni singolo momento trascorso giù ha fatto breccia nel mio cuore e ha lasciato il segno come l’esperienza diretta con i sopravvissuti al naufragio e uno spettacolo teatrale,ovviamente senza togliere niente al resto.
Vorrei soffermarmi sullo spettacolo teatrale dell’attore/drammaturgo e mediatore culturale di origine senegalese, Mohamed Ba che ormai vive a Milano da quasi 20 anni ed ha assorbito alla perfezione la cultura italiana. 
L’artista ha dalla sua parte tanta saggezza e voglia di cambiare le cose e grazie a queste prerogative mette in scena ‘Il riscatto del migrante’, che riesce a catturare l’attenzione dello spettatore e lo coinvolge attivamente nel suo struggente viaggio, che lo condurrà in Europa. Con tono provocatorio tenta di farci riflettere, su quali siano le motivazioni che spingono qualcuno a lasciare la propria casa e la propria terra e soprattutto a rischiare la propria vita se non per motivazioni più che ragionevoli.
‘Una madre non mette in acqua il proprio figlio se prima non è certa che sia più sicura della terra.’ Testuali parole vengono pronunciate dall’attore durante lo spettacolo.
Ciò che spesso ci sfugge è proprio ciò che invece dovremmo avere chiaro in mente: nessuno di noi può immaginare cosa si debba provare ad essere privati della propria libertà a vivere con la paura di non poter garantire a se stessi o ai propri cari una possibilità, vivendo nell’incertezza del domani.
Quello che noi diamo per scontato per molte persone vale più di ogni altra cosa.

Riporto qua sotto un altro pezzo tratto dallo spettacolo :
”Nascere e crescere nel Sud del mondo, coltivare l’idea ingenua, intollerabile, indegna di gente moderna, che il mondo sia nostra patria comune e che, prima che la morte ci accolga tutti, secondo le credenze e i riti di ognuno, la terra che calpestiamo è di noi tutti. E così è il mare che la avvolge e il cielo che ci disseta capricciosamente. Ritrovarsi in mezzo al nulla assoluto, armati della sola speranza di essere visti, di essere notati, di essere salvati.” Andando avanti con lo spettacolo ed arrivando verso il finale, ciò che possiamo cogliere è il tentativo di rievocare in ognuno di noi la consapevolezza di essere parte di un mondo che ci accoglie come identità in tutte le nostre diversità e non vi è nessuna differenza tra ognuno di noi (a livello umano) e la terra sui cui poggiamo i nostri piedi è la madre di tutti noi e non solo di alcuni di noi.

Traggo così le mie conclusioni ed affermo che siamo noi giovani il futuro e per tanto possiamo e dobbiamo dare a noi stessi la possibilità di riscrivere la nostra storia, la storia dell’umanità, abbracciando le diversità ed accogliendo a braccia aperte ciò che non conosciamo, senza timore e pregiudizio nei confronti di qualsiasi essere vivente diverso da noi, che sia per: caratteristiche somatiche, pensiero, sesso, cultura, religione, orientamento sessuale e chi più ne ha più ne metta.
E comunque sia, l’essere umano è uno ed uno solo, nella sua essenza.

Semi di Lampedusa a La Spezia

il progetto sartoriale

Questa collaborazione è iniziata grazie al progetto indetto dal Miur che ha portato noi, l’attuale 5°C, a Castelnuovo mettendoci in contatto con i ragazzi del centro di accoglienza. Là, abbiamo iniziato il nostro vero e proprio progetto ovvero un video che riprende la realizzazione di un patchwork; tutto ciò grazie soprattutto alla collaborazione di alcuni ragazzi del centro. Il patchwork si compone di esagoni di tessuto con incollati pezzi di stoffa che indicano i tratti principali di un viso e al centro una corda che forma i contorni di Lampedusa.

Semi di Lampedusa a La Spezia

La 4M Liceo musicale ha vinto il concorso del Miur con la creazione di haiku e questo ha permesso a 4 ragazzi di entrambe le classi di poter andare a Lampedusa per continuare il nostro impegno.  Il Laboratorio artistico sartoriale si è svolto dal 16/11/2017 al 1/02/2018 sotto la guida di due esperti giovani sarti del Mali e del Senegal, Sidiki e Serin. Al Laboratorio hanno partecipato tanti alunni di varie classi, dalle prime alle quinte, che hanno imparato e sono stati seguiti nella creazione di differenti tipi di borse; tali oggetti sono stati prima progettati dai ragazzi su fogli di carta.

Semi di Lampedusa a La Spezia

Le stoffe usate sono state riciclate da vecchi vestiti inutilizzati offerti dagli studenti e dai docenti del liceo e così è stato anche per i bottoni, i fili, gli aghi e tutto il materiale necessario. 

All’inizio eravamo molto preoccupati per quanto riguarda la comprensione tra di noi perché conoscevano poche parole della nostra lingua e l’ansia di farsi capire era molta.  Inoltre durante questi incontri c’è stato un forte impatto culturale ma anche emotivo perché loro dimostrano di più della loro età e secondo me probabilmente è dovuto al loro vissuto.

Infine vorrei dire che ho sempre pensato che non sarei mai stata in grado di cucire invece loro mi hanno fatto ricredere e l’hanno resa una cosa molto semplice e pratica.

l’incontro con i sopravvissuti a lampedusa

È la penultima giornata a Lampedusa  e stiamo per incontrare i sopravvissuti. Il cielo sopra di noi è grigio e tira il vento , davanti a noi ragazzi , sono seduti alcuni dei sopravvissuti. I nostri sguardi si incontrano e scrutano  diverse volte, con l’intenzione di capirsi a vicenda.

Iniziano le loro presentazioni, da destra a sinistra .Ogni testimonianza ha bisogno di due traduzioni , quindi ascolto la prima, la seconda, la terza ma l’aria intorno a noi si fa sempre più cupa  e arriva la quarta presentazione , le parole diventano solo suoni,  perché la mia attenzione viene attirata  da un sopravvissuto , un uomo sulla sessantina, ben piazzato, con le braccia incrociate,  e con il viso di chi sa, cosa è la vita.  Anche il suo sguardo però, si perde nelle parole degli altri, diventa sempre più assente. Mi rendo conto che qualcosa lo turba, è visibilmente agitato, e dopo aver rivolto gli occhi al cielo , nasconde il suo volto sotto le sue mani.

“L’uomo forte , non deve piangere” . Passano non lunghi ma intensi secondi, continua a coprirsi il viso. Respira e guarda la sua compagna di vita e di dolore , la guarda per pochi secondi  e poi si gira verso di noi. Non credevo che lacrime silenziose come quelle potessero essere così piene di dolore, lacrime di un uomo che spera sia stato solo un brutto sogno. La sua natura forte e dura, ha dovuto affrontare il dolore più logorante di tutti; Davanti aI suoi occhi, il mare della speranza gli rapì il figlio. In pochi secondi ho capito il dolore che in quell’uomo esisterà in eterno.

Ho preso più consapevolezza del fatto che l’empatia sia la cosa più importante, perché è l’unico linguaggio che non ha bisogno di traduzioni.
Siamo tutti esseri umani , e l’empatia è il nostro linguaggio.

Semi di Lampedusa a La Spezia

sul sito della scuola

http://istitutocardarellilaspezia.blogspot.it/2018/02/semi-di-lampedusa-alla-spezia.html?m=1