Poesie e video Rewind

ISIS “A. Bernocchi” Legnano (milano) >>

Il Laboratorio storico-sociale dell’istituto “A. Bernocchi” di Legnano lavora da anni su tematiche di interesse storico (per es. la Shoah, la lotta di Liberazione) e sociale .Anche sul tema delle migrazioni opera con proposte rivolte agli studenti di Legnano e alla cittadinanza.

Le poesie che seguono sono solo alcune di quelle realizzate nel corso di  un’attività che ha coinvolto un’intera classe  (una terza Liceo scientifico opz. Scienze applicate) nell’ambito di un laboratorio scrittura nel quale si è coniugato lo sviluppo di competenze espressive  da parte degli studenti  con la riflessione sulle problematiche dei migranti e le recenti tragedie consumatesi nel Mediterraneo.

BUON VIAGGIO

Coi piedi doloranti,
seppur giovane e forte,
calpesta la terra, patria sua,
che mai più rivedrà.
Il rumore di guerre lo rincorre,
l’eco infinito delle grida
del suo popolo lo strazia,
ma rivolto verso il mare
vede la speranza,
un’oasi blu nell’arido deserto della sua vita
e mentre il dolore tace un momento
guarda la meta,
come la rondine in cerca
del suo nuovo nido,
ripete in cuor suo:
“buon viaggio”.

Matteo Petrucci

NON RESTA CHE PERDERSI

Prendo il volo,
fosse stanotte l’ultima,
fosse il mare la nostra unica speranza

Quello che lasci non è un ricordo,
è un brivido,
è una lacrima,
è passato, da dimenticare.

Preferendo a ieri un giorno nuovo,
sotto un cielo stellato,
non resta che perdersi,
per ritrovarsi,
per trovare la felicità.

Elena Fusi

DAVANTI A ME

Se penso al futuro,
non so dargli una risposta,
davanti a me vedo un muro,
la speranza è sulla costa.

Dietro a me una vita a scappare,
dalla guerra e dal dolore,
ormai non credo più,
nella pace e nell’amore.

Vago senza meta,
nella mia apocalisse,
naufrago in questo mare,
cerco Itaca come Ulisse.

Dietro a me lascio la mia terra,
per una nuova strada,
e scappo dalla guerra,
senza scudo né spada.

Dietro a me un cuore spezzato.
Solo, nella solitudine,
pregando Dio mi son chiesto,
se mi avesse abbandonato.

Marco Pagani

ANDARE VIA

Andare via è per noi
scappare
allontanarsi da un futuro buio
che non ci appartiene
come la notte non appartiene al sole.

Andare via è per noi
cercare speranza,
una terra che ci accetti,
una mano tesa,
un sorriso che le ferite guarisce.

Andare via è
sperare che l’onda
ci accolga,
non ci travolga,
ma ci abbracci.

Andare via è trovare
nell’aria di mille albe estive
una riva.

Rosela Copa

rewind: il VIDEO

Breve video realizzato tramite la tecnica dell’animazione stop-motion che racconta le analogie e le differenze tra l’immigrazione di ieri e di oggi.

Moltissime persone all’inizio del 1900 migrarono verso la speranza e il sogno di una vita migliore, di un futuro più ricco di prospettive e opportunità a causa della povertà e dell’arretratezza del nostro paese.

Oggi molte altre persone arrivano in Italia mosse dalle stesse aspettative e motivazioni.
Proprio come è espresso nel motto alla fine del video, le persone, il tempo e i luoghi sono cambiati ma la storia è sempre la stessa.

La scelta di utilizzare la tecnica dello stop-motion è in accordo con il messaggio del video in quanto essa è stata utilizzata per la prima volta all’inizio del ventesimo secolo e oggi nonostante i mezzi siano cambiati è tuttora alla base dell’animazione.

La differenza cronologia è evidenziata attraverso l’utilizzo del bianco e nero per il passato e dei colori per il presente.

Infine il titolo dell’opera: “REWIND”, che in inglese significa “riavvolgere”, è posto a significare che la storia si ripete proprio come se il nastro del tempo si riavvolgesse.

Abstract:

At the beginning of the 20th century, a huge number of people left our country because of its poverty and migrated in the hope to find a better future which could offer them more opportunities and prospects.

Nowadays many other people come to Italy for the same reasons and looking for the same opportunities.

As you can see in the motto at the end of the video, the people, the time and the places have changed, but it is always the same story.

The choice of using a stop-motion technique suits the message of the video as it was used for the first time at the beginning of the 20th century. Today, despite the fact that technology has changed, stop-motion picture are still the bases of animation.

The chronological gap is highlighted by the difference between the use of black and white for the past and colour for the present days.

The tile of the video “REWIND” means that historical events recur as if time were a tape that can rewind