La storia siamo noi

LS Paola, Cosenza

presentazione del video

Abbiamo deciso di formalizzare  ne “La storia siamo noi”  il nostro percorso di incontro e inclusione con la comunità dei migranti  in quanto il  video è lo strumento perfetto che consente la focalizzazione dei nostri sguardi su una realtà che va colta in tutte le sue sfaccettature,  anche quelle recondite e sottese. Non può sfuggire all’attenzione dell’uomo civile quanto accade in questa fetta geografica del nostro mondo.

abstract

L’esperienza raccontata nel video “La storia siamo noi” è relativa al percorso di incontro/inclusione con la comunità dei migranti ospitata nel C.A.S. presso l’hotel Alhambra.

Il progetto interculturale “Siamo tutti colorati” è nato per promuovere la reciproca conoscenza e l’interazione significativa tra la comunità locale e la comunità dei migranti, le classi terze dei liceo di Paola, i volontari di singole associazioni e diversi partecipanti della comunità locale.

Si è partiti da un’attività informale di reciproca conoscenza  e di espressione dei bisogni e delle aspettative dei gruppi coinvolti, che è stata poi formalizzata nella raccolta scritta di tali bisogni e tali aspettative.

Da lì si è elaborato, in occasioni di incontri settimanali, un piano di attività volte principalmente a dare risposta alle istanze rilevate: il bisogno di socializzare, il desiderio di essere riconosciuti come risorse in grado di contribuire al bene collettivo, la necessità di farsi conoscere e di conoscere il proprio background, la propria storia, per essere legittimati come identità e non solo nella generica appartenenza all’etichetta del migrante.

Le attività, riportate nel nostro video, sono state diverse: libera socializzazione (attività culinarie, passeggiate nel paese); laboratorio artigianale e mercatini solidali, dibattiti, incontri interculturali, cineforum, progetti scolastici (cittadinanza e costituzione, intercultura). Nell’implementazione del progetto, si è chiaramente rilevato che a stereotipie nella comunità locale corrispondono altrettante costruzioni mentali e rappresentazioni sociali della comunità migrante, che è arrivata qui con un immaginario diverso dalla realtà. Il nostro lavoro ha generato un processo costante di de-costruzione dell’immagine dell’altro su basi pregiudiziali e ha conseguentemente agevolato il reale confronto tra esseri umani.