Semi di Lampedusa a La Spezia

Semi di Lampedusa a La Spezia

Semi di Lampedusa a La Spezia

testimonianze degli studenti

Per noi del Liceo artistico V. Cardarelli l’esperienza vissuta a Lampedusa è stata illuminante sotto tutti i punti di vista. Ogni singolo momento trascorso giù ha fatto breccia nel mio cuore e ha lasciato il segno come l’esperienza diretta con i sopravvissuti al naufragio e uno spettacolo teatrale,ovviamente senza togliere niente al resto.
Vorrei soffermarmi sullo spettacolo teatrale dell’attore/drammaturgo e mediatore culturale di origine senegalese, Mohamed Ba che ormai vive a Milano da quasi 20 anni ed ha assorbito alla perfezione la cultura italiana. 
L’artista ha dalla sua parte tanta saggezza e voglia di cambiare le cose e grazie a queste prerogative mette in scena ‘Il riscatto del migrante’, che riesce a catturare l’attenzione dello spettatore e lo coinvolge attivamente nel suo struggente viaggio, che lo condurrà in Europa. Con tono provocatorio tenta di farci riflettere, su quali siano le motivazioni che spingono qualcuno a lasciare la propria casa e la propria terra e soprattutto a rischiare la propria vita se non per motivazioni più che ragionevoli.
‘Una madre non mette in acqua il proprio figlio se prima non è certa che sia più sicura della terra.’ Testuali parole vengono pronunciate dall’attore durante lo spettacolo.
Ciò che spesso ci sfugge è proprio ciò che invece dovremmo avere chiaro in mente: nessuno di noi può immaginare cosa si debba provare ad essere privati della propria libertà a vivere con la paura di non poter garantire a se stessi o ai propri cari una possibilità, vivendo nell’incertezza del domani.
Quello che noi diamo per scontato per molte persone vale più di ogni altra cosa.

Riporto qua sotto un altro pezzo tratto dallo spettacolo :
”Nascere e crescere nel Sud del mondo, coltivare l’idea ingenua, intollerabile, indegna di gente moderna, che il mondo sia nostra patria comune e che, prima che la morte ci accolga tutti, secondo le credenze e i riti di ognuno, la terra che calpestiamo è di noi tutti. E così è il mare che la avvolge e il cielo che ci disseta capricciosamente. Ritrovarsi in mezzo al nulla assoluto, armati della sola speranza di essere visti, di essere notati, di essere salvati.” Andando avanti con lo spettacolo ed arrivando verso il finale, ciò che possiamo cogliere è il tentativo di rievocare in ognuno di noi la consapevolezza di essere parte di un mondo che ci accoglie come identità in tutte le nostre diversità e non vi è nessuna differenza tra ognuno di noi (a livello umano) e la terra sui cui poggiamo i nostri piedi è la madre di tutti noi e non solo di alcuni di noi.

Traggo così le mie conclusioni ed affermo che siamo noi giovani il futuro e per tanto possiamo e dobbiamo dare a noi stessi la possibilità di riscrivere la nostra storia, la storia dell’umanità, abbracciando le diversità ed accogliendo a braccia aperte ciò che non conosciamo, senza timore e pregiudizio nei confronti di qualsiasi essere vivente diverso da noi, che sia per: caratteristiche somatiche, pensiero, sesso, cultura, religione, orientamento sessuale e chi più ne ha più ne metta.
E comunque sia, l’essere umano è uno ed uno solo, nella sua essenza.

Semi di Lampedusa a La Spezia

il progetto sartoriale

Questa collaborazione è iniziata grazie al progetto indetto dal Miur che ha portato noi, l’attuale 5°C, a Castelnuovo mettendoci in contatto con i ragazzi del centro di accoglienza. Là, abbiamo iniziato il nostro vero e proprio progetto ovvero un video che riprende la realizzazione di un patchwork; tutto ciò grazie soprattutto alla collaborazione di alcuni ragazzi del centro. Il patchwork si compone di esagoni di tessuto con incollati pezzi di stoffa che indicano i tratti principali di un viso e al centro una corda che forma i contorni di Lampedusa.

Semi di Lampedusa a La Spezia

La 4M Liceo musicale ha vinto il concorso del Miur con la creazione di haiku e questo ha permesso a 4 ragazzi di entrambe le classi di poter andare a Lampedusa per continuare il nostro impegno.  Il Laboratorio artistico sartoriale si è svolto dal 16/11/2017 al 1/02/2018 sotto la guida di due esperti giovani sarti del Mali e del Senegal, Sidiki e Serin. Al Laboratorio hanno partecipato tanti alunni di varie classi, dalle prime alle quinte, che hanno imparato e sono stati seguiti nella creazione di differenti tipi di borse; tali oggetti sono stati prima progettati dai ragazzi su fogli di carta.

Semi di Lampedusa a La Spezia

Le stoffe usate sono state riciclate da vecchi vestiti inutilizzati offerti dagli studenti e dai docenti del liceo e così è stato anche per i bottoni, i fili, gli aghi e tutto il materiale necessario. 

All’inizio eravamo molto preoccupati per quanto riguarda la comprensione tra di noi perché conoscevano poche parole della nostra lingua e l’ansia di farsi capire era molta.  Inoltre durante questi incontri c’è stato un forte impatto culturale ma anche emotivo perché loro dimostrano di più della loro età e secondo me probabilmente è dovuto al loro vissuto.

Infine vorrei dire che ho sempre pensato che non sarei mai stata in grado di cucire invece loro mi hanno fatto ricredere e l’hanno resa una cosa molto semplice e pratica.

l’incontro con i sopravvissuti a lampedusa

È la penultima giornata a Lampedusa  e stiamo per incontrare i sopravvissuti. Il cielo sopra di noi è grigio e tira il vento , davanti a noi ragazzi , sono seduti alcuni dei sopravvissuti. I nostri sguardi si incontrano e scrutano  diverse volte, con l’intenzione di capirsi a vicenda.

Iniziano le loro presentazioni, da destra a sinistra .Ogni testimonianza ha bisogno di due traduzioni , quindi ascolto la prima, la seconda, la terza ma l’aria intorno a noi si fa sempre più cupa  e arriva la quarta presentazione , le parole diventano solo suoni,  perché la mia attenzione viene attirata  da un sopravvissuto , un uomo sulla sessantina, ben piazzato, con le braccia incrociate,  e con il viso di chi sa, cosa è la vita.  Anche il suo sguardo però, si perde nelle parole degli altri, diventa sempre più assente. Mi rendo conto che qualcosa lo turba, è visibilmente agitato, e dopo aver rivolto gli occhi al cielo , nasconde il suo volto sotto le sue mani.

“L’uomo forte , non deve piangere” . Passano non lunghi ma intensi secondi, continua a coprirsi il viso. Respira e guarda la sua compagna di vita e di dolore , la guarda per pochi secondi  e poi si gira verso di noi. Non credevo che lacrime silenziose come quelle potessero essere così piene di dolore, lacrime di un uomo che spera sia stato solo un brutto sogno. La sua natura forte e dura, ha dovuto affrontare il dolore più logorante di tutti; Davanti aI suoi occhi, il mare della speranza gli rapì il figlio. In pochi secondi ho capito il dolore che in quell’uomo esisterà in eterno.

Ho preso più consapevolezza del fatto che l’empatia sia la cosa più importante, perché è l’unico linguaggio che non ha bisogno di traduzioni.
Siamo tutti esseri umani , e l’empatia è il nostro linguaggio.

Semi di Lampedusa a La Spezia

sul sito della scuola

http://istitutocardarellilaspezia.blogspot.it/2018/02/semi-di-lampedusa-alla-spezia.html?m=1

Semi di Lampedusa a Verona

Continuano a crescere i piccoli semi di Lampedusa al Marco Polo.

Dopo l’incontro dell’11 gennaio 2018 a Verona e a conclusione delle due settimane di approfondimento che hanno visto impegnati gli studenti del biennio dell’ ITS Marco Polo di Verona sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda Onu 2030, l’istituto ha accolto un ospite speciale, Tareke Bhrane, presidente del Comitato 3 ottobre.

Abbiamo ricordato la nostra esperienza a Lampedusa e ascoltato alcuni nostri compagni che lo scorso anno hanno accolto Joshua e, con grande emozione, è intervenuto Tareke. Anche questa volta, la sua storia ha commosso tutti. Inevitabili e numerose sono arrivate le domande dei nostri compagni. Molte le curiosità degli oltre duecento studenti presenti, che quel sabato hanno riempito, ancora una volta, di senso questa importante esperienza di scuola.

Alessia, Alex, Ilenia, Messiah.

Semi di Lampedusa a Verona

Verona, 10 febbraio 2018

Semi di Lampedusa a Sassuolo

Semi di Lampedusa a Sassuolo

Il riscatto del migrante   Semi di Lampedusa a Sassuolo  di e con Mohamed Ba, attore- regista senegalese ex migrante 

IIS VOLTA Sassuolo (Modena)

“Perché un tronco in un fiume da lontano sembra un coccodrillo, solo guardandolo da vicino puoi capire che non hai motivo di averne paura”. Questo ha fatto oggi Mohamed,  per  i 450 studenti che lo hanno ascoltato. Ha guidato i presenti in un viaggio che è partito dall’ Africa,  con i  canti tribali al suono dello jambè, spiegando ai ragazzi le assurde pretese del colonialismo. In seguito li ha condotti attraverso il deserto del Sahara, nelle prigioni ed infine li ha messi su un gommone,  per attraversare il confine liquido. Qui, in silenzio, hanno visto morire i compagni di viaggio, hanno avuto sete, fame , freddo, paura. Pochi sono arrivati alla “terra promessa” e , quando pensavano che il peggio fosse passato, hanno sentito la mancanza della propria terra, il disprezzo, sono stati accoltellati a Milano con Mohamed , nell’ indifferenza dei passanti.

Semi di Lampedusa a Sassuolo

A chi aveva scelto la ragione della forza, lui ha risposto con la forza della ragione. Senza accorgercene non era più della sua vita che si parlava ma della nostra, del coraggio di essere il cambiamento di cui questo mondo ha bisogno. Persone che guardano una cosa da vicino prima di giudicarla, perché l’ intercultura si costruisce dialogando, solo dopo essersi presi il tempo necessario per osservare e  comprendere; persone che sanno dare la colpa  a chi ha commesso il reato,   non al suo  popolo o  a chi ha la pelle dello stesso colore.  Uomini e donne che non si fanno ingannare dalla pubblicità, bacino del pregiudizio, ma hanno il coraggio di cercare e di dire la verità. Così potremo costruire un mondo giusto , sapendo che la giustizia è il mattone della pace. In questo mondo ogni persona sarà  un libro che merita di essere letto.

Semi di Lampedusa a Sassuolo

Dall’ incontro è scaturito un decalogo nuovo, imparato e recitato da studenti e docenti, al suono dello jambè:

  • Avrai altro io all’infuori di te
  • Non nominare la nazionalità degli altri invano     
  • Non testimoniare sulla cultura che non conosci 
  • Non imporre la tua cultura agli altri
  • Non rubare la parola ai nuovi compagni, ascoltali
  • Onora e tramanda la tua scuola
  • Onora e rispetta le feste di tutte le religioni
  • Non desiderare solo la tua cultura, rischi la solitudine
  • Non desiderare solo le culture degli altri o morirà la tua
  • Non uccidere le differenze culturali perché sono

 la bellezza dell’umanità!

Quale attore si sarebbe messo in viaggio questa notte per Sassuolo, debuttando questa sera a Trieste? Un sincero e profondo ringraziamento a Mohamed Ba per averlo fatto e per avere seminato in ciascuno di noi le sue ragioni ed i suoi valori .

Un sentito ringraziamento anche  agli studenti presenti in sala ,  ai docenti e a Giuliana Zanarini dall’ Ufficio Scolastico Regionale,  per essere stati un terreno fertile.

                        Chiara Ognibene

    Progetto: Semi da Lampedusa

Rassegna stampa
Semi di Lampedusa a Sassuolo

 

 

 

 

 

 

 

                         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Studenti del Volta al Miur per l’evento conclusivo del progetto .

Il 22 e 23 gennaio una delegazione della nostra scuola (M.Romano, F.Marchionni, L.Saccone e V.Galati di 5D accompagnati dalla dirigente A.Borghi e dalla referente C.Ognibene) ha partecipato al seminario nazionale conclusivo del progetto l’Europa inizia a Lampedusa.

Gli studenti e i professori degli istituti italiani ed europei, vincitori e protagonisti delle due edizioni, hanno presentato e discusso i risultati dei  lavori organizzati  nelle proprie scuole. Sono state individuate prospettive di sviluppo per costruire una rete nazionale ed europea.I risultati e le proposte sono stati portati all attenzione delle autorità presenti:il ministro della pubblica Istruzione Valeria Fedeli, il Sindaco di Lampedusa, la portavoce dell UNHCR Carlotta Sami, il presidente del Comitato 3 Ottobre  ed ad altre cariche Istituzionali. A chiusura della giornata, è stato sottoscritto  un Protocollo di intesa tra il Miur, l associazione dei comuni ed il Comitato 3 Ottobre, che apre la fase 2 del progetto e intende  promuovere ulteriori  attività di sensibilizzazione e approfondimento.Dal progetto è nato un network che conta 13 paesi dell’ unione  europea, rappresentati da diverse scuole tra cui l’ IIS VOLTA di Sassuolo.

http://europalampedusa.it/semi-lampedusa-sassuolo/

 

 

 

 

 

Semi di Lampedusa a Gela

“Semi di Lampedusa” per un’educazione INTERCULTURALE al Majorana di Gela. Ospite il prof. Aldo Nic, docente di lingua e letteratura araba presso l’Università di Bari. Primo appuntamento – La memoria dei siciliani di Tunisia- intervengono gli alunni del Liceo Artistico con dibattiti e video da loro realizzato per raccontare l’esperienza di Lampedusa.

Semi di Lampedusa a Gela

Gli alunni hanno aperto il dibattito con il video/documentario che loro stessi hanno creato.

Semi di Lampedusa a Gela

Rassegna stampa

http://www.seguonews.it/istituto-majorana-incontri-a-gela-sulleducazione-interculturale-si-inizia-con-il-prof-nicosia

Semi di Lampedusa ad Ancona

Studenti che spiegano ad altri studenti più piccoli il rispetto della diversità. E’ il progetto pilota ‘Un viaggio senza valigia’ messo in campo dal liceo scientifico di Ancona ‘Galileo Galilei’ con il sostegno del Garante regionale per i diritti. Il progetto coinvolge 900 studenti delle quarte e quinte elementari e delle primi due anni delle medie della provincia di Ancona, otto istituti e 40 classi.

L’iniziativa, presentata oggi in un incontro ad Ancona, nasce da un viaggio di cinque alunni del Galilei a Lampedusa nel settembre 2016, promosso dal Miur nell’ambito del concorso europeo ‘L’Europa inizia a Lampedusa’.

Al ritorno i ragazzi, molto impressionati dall’esperienza, avevano deciso con gli insegnanti di condividerla con i ‘colleghi’ più giovani andando nelle scuole per spiegare loro con video, foto, racconti, testimonianze, e nel caso dei più piccoli giochi e laboratori, il complesso fenomeno delle migrazioni.

“Un esperimento senza precedenti” secondo il Garante Andrea Nobili.

IIS Leonardo da Vinci-O. Colecchi

Semi di Lampedusa a L’Aquila

In attesa dell’incontro con Tareke presso l’ IS “L. da Vinci O.Colecchi” di L’Aquila il 16, ecco l’applicazione concreta del protocollo di intesa: testimonianza di due migranti, incontro di culture diverse in attività laboratoriale con la realizzazione di un dolce interculturale, condivisione canora di un brano musicale che sarà la base di un video in proiezione al convegno. Clicca e vedi la Locandina convegno del 16 febbraio 2018

IIS Leonardo da Vinci-O. Colecchi

IIS Leonardo da Vinci-O. Colecchi

IIS Leonardo da Vinci-O. Colecchi

rassegna stampa 

Il valore dell’accoglienza

Gli alunni dell’IISS “B.Caramia-F.Gigante” hanno cominciato a diffondere in Puglia, nelle scuole di Alberobello e Locorotondo, i Semi di Lampedusa l’azione di disseminazione della consapevolezza acquisita durante i giorni di Lampedusa. Ecco i lavori presso l’Istituto comprensivo Morea Tinelli

Alberobello Puglia

Il 2 febbraio 2018 nell’Auditorium Boccardi di Locorotondo, il presidente del Comitato 3 ottobre, Tareke Brhane è stato ospite della comunità scolastica.  Durante la manifestazione sono stati presentati  i video realizzati dagli alunni della classe V A e Tareke ha potuto conoscere Harwey, Aicha e Lucky, giovani ospiti del Centro di  Accoglienza Straordinaria  di Alberobello.  La loro esperienza, raccontata  in interviste filmate, è stata   la  fonte a cui si è ispirato il cortometraggio “Be the change”, selezionato tra i lavori vincitori del concorso “L’Europa inizia a Lampedusa”.

Caramia Gigante /Istituto di Alberobello Puglia

È poi intervenuto  Harwey Lewis Boumsong, in Italia da due anni, che si è meritato sul campo il ruolo di  mediatore culturale tra gli ospiti del CAS di Alberobello e il territorio. Egli  ha invitato gli alunni presenti  a guardare la vita dal punto di vista di chi è cresciuto sull’altra sponda del Mediterraneo   e a riflettere sul fatto che l’incontro pacifico fra culture produce sempre buoni frutti.

ricostruire i pezzi distrutti

Ricostruire i pezzi distrutti from Federica Mancini on Vimeo.

Tareke Brhane ha così potuto conoscere i passi che questa comunità sta realizzando nel segno della conoscenza dell’immigrazione ed ha poi  presentato la sua esperienza, ricordando l’atto d’amore di sua  madre che lo indusse  a lasciare l’Eritrea, la padronanza  di diverse  lingue per nascondere la propria origine, i cinque anni di peregrinazioni in Africa, tra Niger e Libia, e l’arrivo in Italia.

Tareke parlando ha rivissuto ed ha chiarito  che non c’è altra strada che l’emigrazione, quando il governo del tuo paese non ti consente la libertà di scegliere alcunché, non rilascia i visti per l’espatrio,  non ti fa neanche tornare perché saresti un traditore della patria, con conseguenze in Europa inimmaginabili.  Il fenomeno migratorio, cavallo di battaglia dei discorsi dei politici, fonte di xenofobia o buonismo, paura o pietà, in incontri come questo diventa un fatto,  una scelta dolorosa  che tutta l’umanità ciclicamente ha fatto ed ha il diritto di fare. Ma per giungere a questa consapevolezza occorre conoscere e Tareke ha dipinto  un quadro completo del fenomeno migratorio in Europa, dove arriva solo il 5% del flusso migratorio mondiale, con cifre, per le diverse nazioni ospitanti, che non autorizzano  assolutamente a parlare di invasione.

Istituto Caramia Gigante - puglia

L’Italia si distingue per il soccorso in mare e la prima accoglienza, ma deve migliorare la pianificazione delle fasi della seconda accoglienza, che punta all’integrazione, e che sono le più importanti per il futuro di tutti. Ma cosa significa accogliere? I principi – valori da cui partire sono nella nostra stessa Costituzione, primo fra tutti il superamento di ogni forma di discriminazione.  Accoglienza è integrazione, informazione e orientamento in un tessuto sociale che dovrebbe offrire la possibilità di recuperare la dignità di ogni singolo uomo, donna e bambino.

L’incontro è proseguito con le domande dei ragazzi. “Tornerai in Africa per ritrovare la tua famiglia? ”  Ma casa mia è la canna di un fucile dice  Warsan  Shire, poetessa inglese di origini africane, che gli studenti del Caramia-Gigante hanno recitato nei loro cortometraggi e Tareke ne ha dimostrato la veridicità. “Cosa rispondi a chi dice aiutiamoli a casa loro?” A questa domanda, rassicurante per le coscienze, Tareke ha fatto notare che dall’altra parte si incontrano regimi dittatoriali o forme di stato che non distribuirebbero certo quelle risorse alla popolazione, allora a chi si affidano questi eventuali aiuti? Il dibattito non è stato semplice, perché è difficile capirsi quando non ci si conosce affatto o si è offuscati da reciproci pregiudizi. “Prima conoscimi, poi decidi se devi aver paura di me, se devi considerarmi tuo nemico” ha detto Tareke e l’incontro ha gettato le basi per un atteggiamento più autonomo. I ragazzi lo hanno dimostrato lasciando riflessioni su dei biglietti colorati: “Giustizia è risarcire il dolore di chi ha perso la propria patria con la gioia di  poterne dare un’altra!”” Fate valere sempre i vostri diritti sperando che si arrivi a un mondo senza guerre.” “Tra noi e loro non cambia niente, solo il colore. Quindi io dico che è inutile essere razzisti.”

Caramia Gigante /Istituto di Alberobello Puglia

Nel pomeriggio della stessa giornata, Tareke Brhane  è stato ospite del Comune di Alberobello dove ha potuto  confrontarsi con il Sindaco Michele Maria Longo e l’Assessore alla Pubblica istruzione Alessandra Turi, i quali si sono fatti portavoce di un’intera comunità da sempre pronta ad accogliere coloro che abbiano bisogno.

PROTOCOLLO D’INTESA

È stato ufficialmente presentato il  Protocollo d’Intesa firmato a Roma il 23 gennaio 2018 dal MIUR, l’ANCI ( CITTALIA), il Comitato tre ottobre Accoglienza Onlus, finalizzato a rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dei giovani in età formativa sui temi del fenomeno migratorio in vista di un’accoglienza integrata, che superi la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

La presenza degli alunni della scuola primaria Morea ha rafforzato questo senso di comunità, in quanto gli studenti del Caramia Gigante  hanno simbolicamente investito la nuova generazione dell’impegno a non dimenticare e ad operare affinchè  l’accoglienza si realizzi.

L’obiettivo dell’accoglienza integrata è il motore che ha guidato  le attività di disseminazione attuate nell’ambito del progetto e le azioni di integrazione e di accoglienza concreta, partite dalla conoscenza e comprensione di storie difficili a volte non raccontate ma nascoste dietro occhi spaventati, ma speranzosi di “ricostruire i pezzi distrutti della propria vita.

rassegna stampa

http://www.itrullidialberobello.it

Calvino_Amico_Trapani

Verso l’inclusione sociale dei migranti nelle scuole

Dopo l’esperienza che le scuole hanno fatto a Lampedusa si è tornati a casa. Ognuno nella propria città, ognuno nel proprio istituto scolastico, portando a casa l’esperienza fatta con i migranti.

Nel contatto quotidiano con la propria realtà locale i docenti e gli studenti che sono rimasti profondamente colpiti dalla realtà delle migrazioni e dal dramma che vivono i migranti si sono messi  a pensare come rendersi cittadini attivi, come contribuire ognuno secondo le sue possibilità prima di tutto alla nascita di buone pratiche di inclusione sociale, di iniziative che portassero ad una reale integrazione dei migranti nei territori.

Le scuole della provincia di Vicenza si sono subito messe in moto per concretizzare il loro impegno.

PRIMA BOZZA DI PROPOSTA DI ACCORDO

Da questo sforzo nasce una prima bozza di proposta di accordo tra gli enti preposti e le scuole di tutta Italia che ha l’ambizione di trasformarsi in vero e proprio protocollo per dare la possibilità alle scuole di farsi concreti poli di aggregazione e inclusione sociale per tanti giovani immigrati coetanei dei ragazzi che frequentano gli Istituti Superiori italiani ma non hanno accesso a nessuna delle possibilità di crescita dei cittadini italiani.

Se è davvero riconosciuto che la società abbia una fondamentale funzione educativa e di formazione sia di carattere scientifico che sociale, civile e culturale, si ritiene quindi importante fornire ai soggetti che la popolano stimoli e opportunità.

BENEFICI PER LA COMUNITà SCOLASTICA:

  • sensibilizzare sul tema dei diritti umani
  • stimolare il confronto
  • favorire la collaborazione tra le istituzioni scolastiche
  • stimolare la consapevolezza del cambiamento in atto e della complessità
  • aprire progetti educativi o attività scolastiche a gruppi di richiedenti asilo
  • restituire feedback scritti e verbali durante la sperimentazione
  • verificare la progressiva riduzione della conflittualità sociale

BENEFICI PER LA CITTà:

  • fornire occasioni costruttive al fine di ridurre pregiudizi;
  • includere persone provenienti da diversi contesti culturali e sociali;
  • ridurre la conflittualità sociale.

BENEFICI PER I MIGRANTI:

  • alfabetizzazione e potenziamento linguistico
  • conoscere la cultura del paese ospitante
  • avere  stimoli intellettuale
  • favorire il recupero delle conoscenze personali
  • occupare proficuamente il tempo quotidiano
  • impegnarsi a favore della comunità cittadina che li accoglie

“PRIMA LA VITA, PER TUTTI”

In particolare   il progetto di accoglienza straordinaria all’interno delle scuole secondarie superiori denominato “Prima la vita, per tutti” sviluppato e confermato con il nulla osta per la firma ufficiale da diversi istituti scolastici di Vicenza

  • ITIS A. Rossi
  • I.I.S. Almerico Da Schio
  • Istituto professionale “B. Montagna”
  • Istituto Tecnico Tecnologico e Liceo Artistico “A. Canova”
  • Liceo scientifico G.B Quadri

prevede che ciascuna scuola aderente:
studi autonomamente iniziative congruenti con le finalità del progetto, di conseguenza organizzi percorsi di educazione alla cittadinanza specifici sui temi dei diritti umani, del diritto d’asilo e della civile convivenza
e quindi  attui iniziative educative didattiche interdisciplinari e culturali più articolate che prevedano la presenza  di richiedenti asilo volontari compreso tra 2 e 10 (a scelta della scuola).

bozza di proposta per inclusione sociale dei migranti

Tale proposta vuole di conseguenza farsi progetto pilota ed è qui in versione di bozza per essere reso partecipativo prima di essere siglato dagli enti competenti.

In una fase più operativa sarà possibile applicarlo da parte di tutte le scuole senza ulteriori approvazioni.

Per dettagli:
scarica la bozza del Protocollo d’intesa nazionale:

Enti coinvolti

  • Ministero Istruzione Università e Ricerca (MIUR)
  • Ministero dell’Interno attraverso le PREFETTURE
  • Universitá di Padova, CENTRO DIRITTI UMANI Rappresentato dal Professor Marco Mascia
  • Ass. IPRI – Rete CCP (Associazione Istituto Ricerca per la Pace-Rete Corpi Civili di Pace) Rappresentato da Maria Carla Biavati
  • Scuole secondarie superiori, enti locali, enti privati aderenti.