Reggio Calabria Ite Piria

Semi di Lampedusa a Reggio Calabria

Gli studenti dell’ITE Piria incontrano Tareke Brhane del Comitato 3 Ottobre

Il 26 gennaio 2018 alle ore 10:00 presso l’Aula Magna dell’I.T.E. “Piria” di Reggio Calabria si è svolto un importante incontro nell’ambito delle attività previste dal progetto “L’Europa inizia a Lampedusa”, promosso dal MIUR e dal Ministero dell’Interno in collaborazione con il Comitato 3 Ottobre.

ITE Piria Reggio Calabria

Il progetto è nato per dare ai più giovani, attraverso la scuola, una maggiore consapevolezza sul tema dei migranti, dell’integrazione, dei diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo.

ITE Piria Reggio Calabria

Questi sono stati gli argomenti trattati durante il convegno che ha visto protagonista, in particolare, Tareke Brhane, Presidente del Comitato 3 Ottobre, il quale ha incontrato gli studenti dell’Istituto e ha ribadito l’importanza di favorire i processi di inclusione, di inserimento sociale dei migranti e promuovere così una cultura dell’accoglienza e della solidarietà al fine di contrastare intolleranza, razzismo e discriminazione.

ITE Piria Reggio Calabria

Sono state, inoltre, ascoltate le testimonianze di alcuni profughi arrivati nel nostro Paese dopo essere scappati da situazioni di guerra o di miseria. Ai loro ricordi si sono aggiunti i racconti e le emozioni vissute da una delegazione di alunni dell’I.T.E. “Piria” di Reggio Calabria, presente all’incontro tenutosi a Lampedusa alla presenza di Tareke Brhane.

ITE Piria Reggio Calabria

Le belle parole, profonde e concrete nella loro semplicità e chiarezza, espresse dai partecipanti hanno consentito alla comunità scolastica presente in sala di capire fino in fondo quanto sia importante cambiare modo di pensare, soprattutto, cambiare la mentalità di tutte quelle persone ancora condizionate da falsi pregiudizi e diffondere il più possibile sentimenti di accoglienza, solidarietà e integrazione per la costruzione di un mondo diverso, un mondo migliore per tutti.

ITE Piria Reggio Calabria

Nel corso dell’evento si è avuta la partecipazione di soggetti istituzionali attivamente coinvolti. Infatti, erano presenti: il Dirigente ufficio stranieri di Reggio Calabria Dott. Giuseppe Pizzonia. Il Direttore della Caritas Diocesana di Reggio Calabria-Bova Don Antonino Pangallo, il Presidente della Croce Rossa Italiana Dott. Giuseppe Mileto e la Dott. Ssa Alessandra Barbaro della Prefettura che hanno aggiunto all’incontro un valore altamente formativo per i ragazzi.

Paolo Melasi (3C AFM)
ITE PIRIA- RC

Rassegna stampa

http://www.strettoweb.com/2018/01/reggio-calabria-tareke-brhane-foto/651497/

https://www.calabriapost.net/attualita/da-lampedusa-a-reggio-calabria-al-piria-incontro-nel-nome-dell-accoglienza

Evento conclusivo – Programma 2018

Prima giornata, lunedì 22 gennaio
Presso I.C. Rosmini di Roma

h. 15.00 – 15.45
Registrazione dei partecipanti: circa 200 tra docenti, studenti, rifugiati  provenienti da tutte le Regioni italiane e dall’Europa [partecipano le 31 scuole italiane dell’edizione 2016, le 35 scuole dell’edizione 2017, delegazioni della scuola di Lampedusa e di scuole francesi, spagnole e maltesi].Benvenuto dell’Orchestra e del Coro dell’IC “A. Rosmini”Presentazione dell’iniziativa e organizzazione dei lavori.

h. 16.00-17.30
Gruppi di lavoro
(fase 1): scambio delle esperienze effettuate “dopo” Lampedusa; individuazione dei fattori di sostenibilità e di efficacia delle azioni di disseminazione e sensibilizzazioneEuropa Lampedusa evento conclusivo a Roma 22 gennazio 2018

 

 

 

 

 

 

 

h. 18.30-19.30
Gruppi di lavoro
(fase 2):a)     prospettive di sviluppo progettuale
b)     costituzione di una Rete nazionale di scopo
c)     creazione di  network  tra scuole italiane ed europee

h. 21.00 – 23.00
Serata musicale con gruppi strumentali e vocali

Seconda Giornata, martedì 23 gennaio
Palazzo dell’Istruzione – Viale Trastevere, 76/a Roma

h. 12.30
Incontro della Ministra Valeria Fedeli e di altri Rappresentanti istituzionali con i docenti e gli studenti partecipanti al progetto.

Video streaming dell’incontro – prima parte

Video streaming dell’incontro – seconda parte

Europa Lampedusa evento conclusivo del primo biennio di lavori

Firma del protocollo d’intesa con la Ministra Fedeli, il Rappresentante di Cittalia e il Presidente del Comitato 3 Ottobre.

L'Europa inizia a Lampedusa - evento conclusivo 2018

Lancio del prossimo concorso per il Museo della Fiducia e del Dialogo

Semi di Lampedusa a Legnano

Semi di Lampedusa a LegnanoISIS A. Bernocchi – Legnano (MI)

Racconti espressivi, video con poesie, incontri con esperti: l’ISIS Bernocchi di Legnano ha declinato le attività di disseminazione con diverse modalità per raggiungere più persone possibile.

Otto classi, circa 160 studenti, hanno già partecipato ad attività di testimonianze e riflessione grazie ai materiali forniti dal docente referente e dagli studenti coinvolti per primi nel progetto. Toccante è stata la testimonianza di una collaboratrice scolastica che ha perso dei parenti nel naufragio del 3 ottobre 2013.

Tra i materiali utilizzati c’è il video qui proposto, realizzato anche con immagini e sequenze girate a Lampedusa quest’anno, in occasione della giornata della memoria e dell’accoglienza. Altre classi sono state coinvolte con laboratori di scrittura espressiva: i ragazzi si sono immedesimati nel dramma di alcuni migranti di cui hanno reperito notizie attraverso una personale ricerca e ne sono nati racconti come quello che viene in parte qui riprodotto.

Altre classi, circa 360 studenti, sono state coinvolte insieme a febbraio 2018, quando in una sala teatrale avranno modo di incontrare esperti, vedere filmati e ascoltare testimonianze.

Semi di Lampedusa a Legnano

Semi di Lampedusa a Legnano

Ester Ada
La pagina qui riprodotta appartiene ad un racconto liberamente ispirato alla storia di Ester Ada, che ha perso la vita nel Mediterraneo il 16 aprile del 2009 ed è ora sepolta a Lampedusa.
-Ester…- non mi risponde. -Ester sei sveglia?- Un lamento, un semplice “mmm”, ma mi tranquillizza. Mi chiedo se non le stia troppo addosso. No, sono suo fratello, è normale che mi preoccupi. Siamo al secondo giorno di viaggio in mare, noi che non lo abbiamo neanche mai visto il mare. Non siamo soli, con noi sul ponte ci sono altre 142 persone, tutti che scappiamo, chi dalla povertà, chi dalla guerra, chi dalle sue colpe. (…) –Hai sentito Ester, vengono a salvarci-
Mi guarda, ha le lacrime ai occhi, quei occhi che hanno già visto troppa sofferenza; ha solo diciotto anni.
-Ci crederò quando li vedrò- è la prima volta che parla in due giorni.
Mi soffermo a guardare l’orizzonte, mi chiedo quando arriveranno, poi in lontananza scorgo una nave, è molto più grande della nostra, non si avvicina, resta a guardarci da lontano. Non ci stanno salvando, perché?
Però le condizioni del mare stanno peggiorando e il panico torna a farci visita, fino a quando qualcuno non si butta in acqua. Spera di raggiungere il mercantile. Molti non sanno neanche nuotare. Vengono sopraffatti dalle onde. Solo allora l’altra imbarcazione si avvicina e li trae in salvo. Ormai di fianco a noi lanciano delle cime. Qualcuno ci si attacca e viene tirato dagli uomini dell’altro equipaggio. Un fune ci arriva vicino, la prendo e faccio andare prima Ester, io posso aspettare. Mi rendo conto che non si regge neanche in piedi, è molto debole e ha paura. Cerco di incoraggiarla.
-Arrivo subito dopo di te, ma tu devi tenerti forte-
Annuisce e si lancia, ma non ce la fa, perde la presa e cade in acqua, non sa nuotare così mi butto per salvarla, con me altre due. Cerco di raggiungerla ma le forti onde mi respingono.
Sparisce.
La chiamo ma non mi risponde. Continuo a nuotare, non so verso cosa. So solo che non voglio perderla, è l’ unica cosa che mi rimane. Però il tempo passa. Vengo raggiunto da una scialuppa. Mi aiutano a salire.
-Avete trovato mia sorella?- gli urlo contro come se fosse colpa loro.
-No- la risposta è uno schiaffo.
Andiamo avanti a cercarla. La troviamo. È faccia in giù.
-Ester!- grido disperatamente. Non mi risponde, non può….
E con lei suo figlio, non avrà più voce.
Ester, il tuo nome significa “stella”, io spero che tu abbia raggiunto un’ altra vita.
Borsani Simone
3LC – ISIS BERNOCCHI LEGNANO

Semi di Lampedusa a Verona

11 gennaio 2018.

Radici, il programma di Rai 3 condotto da Davide De Michelis, ritorna nella nostra scuola, ITS Marco Polo di Verona. Attraverso Maribel Nunez Roldan e Jeanette Chiappello conosciamo l’altra faccia dell’immigrazione. Dal Perù al Rwanda, viaggiamo con i loro racconti, entrando nelle loro storie.

Dopo tocca a noi ed è il momento di ricordare quel 3 ottobre 2014. E mentre presentiamo il nostro video su Lampedusa, l’emozione, ma anche il silenzio accompagna i nostri pensieri. È un invito a interrogarci affinchè storie così non si ripetano più.
Alex, Alessia, Ilenia, Messiah

Semi di Lampedusa a Napoli

Il 18 dicembre 2018 presso L’Ipseoa Duca di Buonvicino si è svolta la manifestazione Semi di Lampedusa, che ha visto protagonisti i 4 studenti dell’Istituto che hanno partecipato al progetto ‘L’Europa inizia a Lampedusa’.

Gli studenti hanno condiviso la loro esperienza a Lampedusa, alla presenza di varie classi  quarte e quinte (circa 140 ragazzi) anch’esse coinvolte in un comune progetto di  cittadinanza attiva, inclusione, immigrazione al suo secondo anno di vita.

Tra gli invitati, che hanno attivamente preso parte alla giornata di studio e riflessione, gli studenti del Liceo Medi di San Giorgio (anch’essi a Lampedusa), gli studenti del L. S. Caccioppoli di Scafati, la Onlus Less con la cooperativa I.A.R.A che da diversi anni organizza attività di accoglienza e corsi per gli immigrati, lo scrittore Paolo Iorio che ha presentato il suo libro Il filo di lana edito da Pironti, riguardante l’emigrazione italiana.

La giornata è stata allietata dalle musiche  degli studenti del L.S. Caccioppoli, dalle danze etniche degli studenti del Duca di Buonvicino, dall’aperitivo preparato e offerto dagli studenti di sala e cucina.

Semi di Lampedusa ad Aosta

Al Liceo Regina Maria Adelaide di Aosta erano presenti circa 150 studenti di terza media in occasione delle Porte Aperte della scuola dove è stato presentato anche il progetto “L’Europa inizia a Lampedusa”.

Con diversi studenti della 5A LSU (Buttier Sophie, Lumignon Matteo, Berard Chiara e Trombini Cassandra) abbiamo svolto il seguente programma di riflessione rispondendo ad alcune domande alternato alla visione dei video:

  • Prof.ssa Paola Florio: Perchè le popolazioni migrano? Lezione di sociologia delle migrazioni tratta dal Giddens.
  • Buttier: Perchè bisogna dire no al razzismo?
  • Trombini: Presentazione del lavoro L’Europa inizia a Lampedusa video 1 e 2
  • Lumignon: Come vivono i Lampedusani? Narrazione dell’esperienza diretta del delegato e Video di Costantino del Comitato 3 ottobre.
  • Berard: fotografa

Il liceo sta proseguendo il lavoro di disseminazione anche  trasformando le testimonianze dei partecipanti in laboratori di Alternanza Scuola Lavoro (sono infatti  i ragazzi di 5 A LSU a tenere i laboratori in qualità di docenti con circa altri 180 studenti).
Il 9 marzo si svolgerà un incontro con i membri del Comitato 3 ottobre.

Semi di Lampedusa a Bassano del Grappa

L’ attivita’ di disseminazione del Liceo ginnasio  Statale Giambattista Brocchi di Bassano del Grappa (Docente: Antonella Carullo) procede portando  i 4 studenti che hanno partecipato al progetto nelle altre classi per raccontare, informare, proporre attività in merito ai temi delle migrazioni e del dramma che vivono i migranti. Abbiamo iniziato da poco e abbiamo incontrato 100 ragazzi in una settimana… in tutto la scuola ne conta piu’ di duemila.. Ecco ili report dei ragazzi:

Partecipare all’Europa inizia a Lampedusa è stata  un’esperienza forte.

Sull’isola di Lampedusa gli orizzonti s’invertono: nulla è come ci si aspetta, come viene raccontato dai mezzi d’informazione.

I quattro studenti  del liceo Brocchi hanno conosciuto ad ottobre, attraverso i laboratori dell’OIM e del CISOM , la realtà della migrazione, del viaggio nel deserto prima e per mare poi.

Si sono immedesimati nel dolore che provoca lo strappo della partenza,  nelle speranze di chi vuole costruire un futuro migliore.  Hanno riscoperto l’umanità che le cifre nascondono, la somiglianza della condizione umana sotto tutte le latitudini.

Dal 10 gennaio  portano nelle classi del Liceo la loro esperienza e cercano di farla rivivere ai loro compagni.

Di seguito, le riflessioni di questa esperienza in una classe prima dell’indirizzo linguistico, la 1AL che  ha ospitato i quattro studenti  giovedì  11 gennaio:

“L’attività fatta mi ha colpito più di quanto aspettassi al punto che alla fine, timidamente, stavo quasi per piangere pensando a coloro che non sono mai tornati a casa.
Sono stata felice di essermi trovata davanti quattro ragazzi di età poco superiore alla mia che, con progressione, mi hanno immerso in quella che potrebbe essere, a grandi linee, la mente di un immigrato.
Mi ha colpito infine come loro, in una sola ora, mi abbiamo informata riguardo a questo argomento più di diversi telegiornali e articoli giornalistici e il tutto senza mettere tanto peso nei dati, ma più nei fatti reali.” (Irene)

“L’attività mi è piaciuta molto perché è stato interessante ma allo stesso tempo triste cercare di mettermi nei panni degli immigrati nei barconi. È stato difficile per me fare le attività perché dovevo scrivere solamente una cosa da portarmi dietro per l’ipotetico viaggio, una sola emozione da portarmi dietro e un solo messaggio da lasciare ai miei amici e familiari, consapevole del fatto che una sola cosa non sarebbe mai stata abbastanza. In conclusione, penso che i ragazzi abbiamo fatto un bel discorso e abbiamo spiegato bene la loro esperienza: non mi dispiacerebbe fare un altro laboratorio del genere.” (Beatrice)

“La lezione scorsa con i ragazzi è stata molto utile. Mi ha fatto molto riflettere. Perché è un argomento molto importante nella vita di oggi. I ragazzi ci hanno fatto capire cosa significa mettersi davvero nei panni di quella gente. Gente che cerca di scappare e mettersi in un posto sicuro. A me ha colpito molto questo argomento, non avevo idea di cosa volesse dire lottare per la sopravvivenza. Nella speranza di continuare a vivere. ” (Elisa)

 

“Questa attività mi ha  interessato fin da quando è stata proposta… solo che… una volta affrontata mi sono reso conto di quanto deve essere duro per tutti quei profughi che abbandonano i loro affetti e le persone più care a loro.

Per un momento mi sono immedesimato in loro e posso  dire che è stata un qualcosa di molto duro e significativo.” (Antonio )

“Quest’esperienza mi ha aiutato a vedere il problema da un altro punto di vista. Siamo abituati a vedere questo problema dal punto di vista delle persone che “accolgono” gli immigrati, vediamo l’immigrazione come una cosa negativa per noi stessi, pensando che per loro sia un grande privilegio.
Per alcuni può anche esserlo, ma sicuramente lasciare la propria terra, i propri averi, la propria famiglia e i propri amici deve essere davvero molto duro.
Questa esperienza quindi mi ha aiutato ad immedesimarmi dall’altra parte; ho capito quindi che non bisogna  guardarli male e pensare male di loro sia quando arrivano sia quando rimangono per vivere la loro vita, anzi, quando è possibile, bisogna cercare  di  rivolgere loro un sorriso o un saluto.” (Anna)

“Questo progetto mi ha insegnato molte cose nuove che quasi mai vengono dette nei telegiornali o alla radio e sono contenta di averne partecipato.” (Maria )

Abbiamo potuto capire quello che la gente subisce per sopravvivere. La lezione fatta con i ragazzi mi è molto piaciuta nonostante la tematica abbastanza difficile e articolata. È brutto vedere quello che passano quegli uomini, quelle famiglie. Spero un giorno tutto si possa sistemare

Noi molto spesso non capiamo o per lo meno non riusciamo a capire il dolore da loro provato nell’abbandonare tutto, casa, famiglia, amici e averi per scappare, per non morire. A questo proposito penso che tutti quanti noi dovremmo aiutarli, secondo me anche in modo morale, a volte i gesti servono, ma anche le parole hanno il loro peso. Magari in futuro mi potrà capitare di aiutarli e sarebbe una bella esperienza. (Giulia )

Semi di Lampedusa a Malta


This week the three students from the Victoria (Gozo, Malta) Sixth Form, who participated in the ‘Europe begins in Lampedusa’ project, have shared their experience of Lampedusa with the other students of the school. During the talk, related photos and videos were shown and also a discussion carried out. The main idea was to spread the message of ‘protect people not borders’ and to motivate those who attended the talk to spread it too. (A similar activity will be held with other groups later on in the year.)

Questa settimana i tre studenti dell’Istituto Victoria (Gozo, Malta), che hanno partecipato al progetto “L’Europa inizia a Lampedusa”, hanno condiviso la loro esperienza di Lampedusa con gli altri studenti della scuola. Durante il discorso sono state mostrate foto e video correlati e anche una discussione. L’idea principale era quella di diffondere il messaggio di proteggere le persone e non i confini e di motivare coloro che hanno partecipato al discorso a diffonderlo.
(Un’attività simile si terrà con altri gruppi più avanti nell’anno.)