Semi di Lampedusa a Sassuolo

Miriam è una donna Italo siriana, mamma di tre figli adolescenti . Dopo tre anni e mezzo vissuti  in guerra decide di lasciare tutto sognando di offrire ai suoi figli un futuro senza bombardamenti .

Con grande forza oggi Miriam ha accompagnato tutti noi attraverso la sua vita: prima araba in Italia poi italiana in Siria infine di nuovo araba in Italia.

Giovane sposa e madre. La guerra che invade, sconvolge e snatura la sua vita. Salutare  i  bambini che vanno a scuola senza sapere se faranno ritorno a casa, lo stupore di svegliarsi scoprendo di essere ancora vivi. Una guerra che  uccide comunque  una parte di te e che ti accompagnerà per sempre.

Poi la fuga. La vita che non vorresti  e che altri decidono per te. Non capire la lingua, non possedere niente e respirare che nessuno ti vuole dove vivi, mentre chi ti vorrebbe si trova a migliaia di km di distanza. Tutto per i figli. Al contrario i tuoi figli devono affrontare le difficoltà  a scuola, la sofferenza di non avere amici , la solitudine della diversità.

Prof. Ognibene Chiara
Progetto Semi da Lampedusa

Ecco il nostro video:

Semi di Lampedusa a Rimini

Tra le azioni  disseminazione riconducibili al concorso “L’Europa inizia a Lampedusa” ed.2017  , il gruppo di studenti del liceo Einstein di Rimini Carolina Nadini 5B, Anna Bellini 5C, Zaid Al-Kilani Ibrahim 3A, Imane Gassab e Khadijia Nafati 3C, Matteo Caricato di 4H  coordinati dalla prof.ssa Vitalba Italiano e accompagnati a Lampedusa dalla dirigente Alberta Fabbri  , vincitori della competizione grazie alla realizzazione del video  Viaggiari rintra u mare  saranno protagonisti di due diversi momenti :

1 – Giovedì 14 dicembre nell’Aula Magna del liceo essi confronteranno la loro esperienza laboratoriale  e di conoscenza e studio nell’isola siciliana con  Roberto Scaini  medico riminese che da circa 6 anni parte in missione con Medici Senza Frontiere ; iniziando  dalla proiezione del video davanti ad un’audience di studenti e docenti  si rifletterà  insieme sulla necessità di divenire cittadini attivi, responsabili e solidali.

2 – Il video Viaggiari rintra u mare aprirà il seminario/lezione  previsto per gennaio 2018 “Sei a casa  – Oltre le Migrazioni ” del Prof. Pierluigi Musarò, docente del Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’  Alma Mater Studiorum di Bologna ; l’evento avrà luogo nell’Aula Magna del Campus di Rimini  nell’ambito del Progetto Staffetta  organizzato dall’ Università di Bologna ; ai quattro ragazzi è affidato il compito di sensibilizzare il pubblico,  sia studenti dell’ateneo che dell’ultimo anno delle scuole superiori di Rimini  e docenti  sul tema dell’immigrazione grazie al racconto della loro esperienza a Lampedusa.

Liceo Corbino di Siracusa

Semi di Lampedusa a Siracusa

Il confronto avvenuto tra noi studenti del Liceo Corbino di Siracusa e l’avvocato Donatella Crucitti, coordinatrice provinciale di Emergency, nel corso dell’ultima assemblea d’Istituto, ha positivamente chiuso una prima fase del percorso, sul tema dei migranti e dell’accoglienza, su cui la nostra scuola è da tempo impegnata.

Liceo Corbino di Siracusa

Attraverso diversi dibattiti su questa problematica, di scottante attualità, abbiamo imparato a confrontarci con un fenomeno complesso e insieme urgente, vissuto direttamente, in un’esperienza toccante ed emozionante, grazie a un viaggio proprio a Lampedusa, premio per la realizzazione di un fumetto proprio su tale tematica.

Qui abbiamo, come dire, toccato con mano la capacità di tanti volontari di donare se stessi nel sogno, che non vogliamo assolutamente considerare utopico, di una società veramente aperta e solidale, disposta ad accogliere chi soffre nella piena convinta adesione, empatia, delle loro vite disperate.

Un messaggio che abbiamo pensato fosse giusto condividere, al nostro ritorno, con tutti i nostri compagni per rompere quel muro di indifferenza e di cinismo che ci impedisce di fermarci a riflettere sul futuro che stiamo costruendo per noi stessi e per chi da noi vorrebbe solo aiuto e attenzione.

L’incontro con l’avvocato Crucitti ha quindi avvicinato geograficamente quell’esperienza: volontari si può essere anche qui, nelle nostre città, contribuendo ciascuno, grazie alle proprie capacità, e possibilità, alla propria professione o semplicemente attitudine o passione, a promuovere l’integrazione con un mondo fisicamente lontano, ma umanamente così vicino.

Liceo Corbino di Siracusa

E altro momento che ha scolpito le nostre coscienze è stato l’incontro con la grande umanità e sensibilità del dottor Pietro Bartolo, il medico di frontiera di Lampedusa. Filmati, testimonianze, interviste hanno disegnato le condizioni disumane e i pericoli che i migranti sono disposti ad affrontare pur di fuggire da guerre, persecuzioni e carestie.

Leggendo il suo libro, “Lacrime di sale”, si è travolti da un’ondata di forti emozioni che si susseguono, parola dopo parola: talvolta malinconia, tristezza, angoscia, ma allo stesso tempo la speranza che, consapevoli del terribile destino di queste persone, si possa operare tutti insieme per realizzare un futuro migliore, senza odio, né guerre. Sicuramente con gli anni la nostra attenzione al tema della accoglienza è aumentata notevolmente e, andando avanti nei percorsi di studio, abbiamo avuto la possibilità di valutare il problema sotto varie sfaccettature.

Gli incontri con coloro che hanno maggiori esperienze in questo settore ci spingono a una sempre più ampia e condivisa informazione in modo tale da approfondire le nostre conoscenze prendendo atto di ciò che accade intorno a noi e di ciò che sicuramente, in qualche modo, ci riguarda in prima persona. Ancora una volta, e per sempre, è nei valori dell’humanitas che intendiamo riconoscerci.

rassegna stampa

http://www.siracusanews.it

Semi di Lampedusa a Pesaro

Il Liceo Scientifico “Marconi” di Pesaro continua il percorso per permettere agli studenti un approfondimento sul tema della migrazione

Con gli studenti e i rappresentanti dell’Istituto di Pesaro è stato individuato per il triennio (900 studenti) un lavoro sulla buona narrazione volendo approfondire il luogo comune tra migrazione e terrorismo con due testimoni e studiosi di alto livello.

A dicembre la scuola incontra Linda, ex studentessa del nostro istituto, che era sul peschereccio che per primo ha fornito soccorso ai migranti durante il naufragio del 3 ottobre 2013. Linda ha raccontato agli studenti di quella notte e con lei la scuola si è collegata con alcuni suoi amici migranti sopravvissuti che i partecipanti al progetto “L’Europa inizia a Lampedusa” hanno già incontrato a Lampedusa…

Linda era una degli otto presenti sul peschereccio che per primo ha fornito soccorso ai migranti durante il naufragio del 3 ottobre 2013. I loro SOS sono stati cancellati (è in corso un indagine della procura per accertare le responsabilità). Ha raccontato del dramma di quella notte facendo sentire ai ragazzi anche la testimonianza di alcuni suoi amici sopravvissuti. Ci ha commosso e si è commossa aiutandoci però a capire quanto ancora questa vicenda abbia elementi poco chiari, come tanti pezzi di storia del nostro paese… Il cammino continua e i semi di Lampedusa iniziano a germogliare…

Oggi Linda ha un negozio in Via Roma, nel centro di Lampedusa

Semi di Lampedusa a Mondovì

Il Liceo Vasco Beccaria Govone di Mondovì ha introdotto i temi delle migrazioni durante l’assemblea di istituto del 5 dicembre 2017. Ecco un estratto:

Clicca e guarda i materiali di restituzione dell’esperienza >>

Clicca e scarica il  pdf con le testimonianze dei ragazzi che hanno partecipato al progetto

Semi di Lampedusa a Siena

Una speranza oltre la neve

Venerdì 3 novembre, nell’Aula Magna del IIS Caselli -LL Monna Agnese – Siena, abbiamo avuto l’opportunità di incontrare Tareke Brhane, fondatore del Comitato Tre Ottobre. Partecipavano all’incontro nove classi dalla prima alla quinta, per un totale di circa 180 alunni.

Sono stati toccati  molti  aspetti legati al tema dei migranti e dei rifugiati, avevamo fatto una scaletta, ma in realtà poi abbiamo finito per seguire gli interventi e le domande dei ragazzi.

Il Comitato Tre Ottobre è stato fondato nel 2013, in seguito al tragico naufragio avvenuto nelle vicinanze delle coste lampedusane. Centinaia di persone persero la vita, e adesso questa organizzazione non solo vuole ricordare il tre ottobre di quattro anni fa, ma vuole innalzare questa data a simbolo e a memoria di tutti gli altri naufragi e vittime che segnano la traversata del mediterraneo.

L’obiettivo del Comitato è infatti quello di far riconoscere questa data come “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza”, non solo in Italia ma in tutta Europa.

Lo scorso anno l’attuale 5BL ha partecipato al concorso “L’Europa comincia a Lampedusa”, indetto dal Comitato Tre Ottobre, sotto la supervisione della prof.ssa Grazia Rossi, vincendo con un elaborato grafico sul tema.

Clelia Venturi, Eleonora Martucci, Gaia Cavaglioni e Marialuce Corsi ci hanno quindi raccontato, all’inizio dell’incontro del 3 novembre, la loro esperienza, avvenuta un mese prima a Lampedusa, alla settimana in memoria del naufragio.
Le emozioni e i ricordi arrivano chiari e dritti alla platea, così come la voglia di ricordare e di parlare di ciò che hanno visto e ascoltato: l’aver conosciuto la storia di un nostro coetaneo, l’unico minorenne miracolosamente scampato al naufragio del 3 ottobre, l’aver commemorato le vittime in mare assieme ai sopravvissuti, l’essere venuti a conoscenza di storie che non possono rimanere là dove le hanno ascoltate, ma che ci rendono consapevoli della sofferenza di quel viaggio.

Dopo le loro parole, Tareke propone la visione di un documentario del Tg2, “La neve, la prima volta”, non solo per stimolare in noi successive domande, ma soprattutto per farci conoscere ciò che davvero succede. 
Perché questo titolo, e perché il titolo di questo articolo?
“A Lampedusa non dovrebbero rimanere nemmeno 48h, figuriamoci mesi”, così denuncia l’UNHCR. Perché spesso le persone che cercano salvezza nella traversata del Mediterraneo sono costrette a rimanere in Italia, così come Tareke, dopo essere stati “schedati” dalle loro impronte digitali. Se provi ad andare oltre il confine sei subito rimandato indietro e sei incatenato qua. Ma non è qui che molte persone vogliono rimanere, il sogno è quello di andare in nord Europa, dove “Non solo hai le chiavi di casa -n.d.a. i documenti- ma hai anche una casa”. Dove possono votare per la prima volta, dopo le dittature da cui sono scappati, dove possono vivere, lavorare, avere delle speranze per il futuro.

“Non sei più una persona, ma un prodotto che porta soldi.”
 Si parla di persone, non di numeri. Eppure sono proprio quelli che vengono assegnati alle centinaia e centinaia di persone che sbarcano a Lampedusa, e sono quelli che ci sono arrivati dopo la tragedia del 3 ottobre: 514 persone a bordo, 358 morti. Ma noi abbiamo conosciuto anche i loro nomi.

Adal ha perso suo fratello, Whiskey l’ha ritrovato, ma ha perso sua sorella, Ali ha denunciato lo scafista, Fanus è stata violentata. Sono persone, esattamente come noi, che pur di avere una vita migliore hanno rinunciato a tutto ciò che avevano, rischiando di perdere la vita in mare, nelle carceri libiche, come molti altri. Invece sono vivi e, nonostante tutto, la voglia che hanno è quella di raccontare.

Raccontare la speranza ritrovata, nella neve del nord Europa, sì, ma raccontare anche ciò che è stato, denunciare: gli scafisti, le torture atroci, la morte che hanno visto, le vite spezzate troppo presto, raccontare la dolcezza e l’aiuto ricevuto dagli abitanti della piccola isola di Lampedusa, raccontare di aver perso qualcuno di caro e di non riuscire a trovare la sua tomba, anonima, indicata solamente da un misero, grosso numero.

Come già detto, non si parla di numeri, ma di persone. Non si parla di oggetti, di mezzi, si parla di fini. Ragazzi, donne, bambini, uomini come noi, con i nostri stessi sogni e le nostre stesse passioni, ma che non hanno avuto la fortuna di nascere dove siamo nati noi.

Perché ci si deve accanire contro chi più a bisogno di aiuto, contro il nostro prossimo?

Noi, popolo che si chiama cristiano, noi che in primis abbiamo saputo cosa significasse essere immigrati in un paese più sviluppato del nostro.

Alla fine del documentario, il dibattito si è aperto, e la voglia di fare qualcosa era tanta. Molti ragazzi hanno posto le loro domande a Tareke, e grazie alla sue risposte e alla sua storia è come se fosse nata in noi una nuova energia che ci spinge a reagire e denunciare un avvenimento tragico come quello del 3 ottobre.

Il 27 novembre abbiamo svolto un laboratorio sulle rotte dei migranti insieme al dott. Michelangelo Caserta, un ex alunno della nostra scuola che aveva trattato il tema nella sua tesi di laurea presso La Sapienza di Roma. L’obiettivo era quello di conoscere più a fondo la geografia della migrazione e capire il perché dei trattati stipulati in questi anni con la Libia e la Turchia.
Rassegna stampa:
https://www.theguardian.com/news/2017/nov/24/on-the-road-living-and-working-on-the-italian-road-of-love

Nei giorni immediatamente successivi al rientro da Lampedusa è cominciato il percorso di diffusione dell’esperienza. Le quattro ragazze partecipanti hanno incontrato tutti gli alunni dell’istituto nelle rispettive classi per narrare quanto vissuto e restituire le molte emozioni provate. Si è trattato del semplice racconto spontaneo, ancora non era stato preparato nessun materiale ma era tale l’entusiasmo e la voglia di testimoniare, che non c’è stato nessun timore di non sapere cosa dire.  Questa attività ha coinvolto circa 600 persone