I semi danno i loro frutti

Gli alunni dell’Istituto Villari di Napoli che hanno preso parte alla prima edizione del progetto “L’ Europa inizia a Lampedusa” hanno condiviso la loro esperienza presentandola in molteplici occasioni.

 

La prima (nov. 2016), nel nostro istituto, ha visto anche la partecipazione di Tareke Bhrane, sopravvissuto al naufragio e referente del “Comitato 3 Ottobre”.

Successivamente, le presentazioni si sono svolte nelle seguenti scuole di Napoli:

Liceo “Mazzini” (6 dicembre 2016)

Istituto Tecnico Nautico “Duca degli Abruzzi” (6 aprile 2017)

Istituto Professionale “Duca di Buonvicino” (11 aprile 2017)

e presso “Città della Scienza”, nell’ambito del Seminario “La scuola campana nella società multiculturale”, organizzato dall’USR Campania (20 ottobre 2016).

Con grande piacere uno dei tre istituti ed in particolare il Duca di Buonvicino ha potuto partecipare alla seconda edizione essendo risultato uno dei 37 vincitori del bando indetto dal MIUR. La disseminazione di consapevolezza ha funzionato bene!

 

Marcia del #3ottobre e #Lampedusa 2017

Lampedusa: la marcia per 3 ottobre Giornata della Memoria e dell’Accoglienza

La ministra Fedeli con noi a Lampedusa

Il programma è stato ricco di momenti di approfondimento

Lunedì 2 ottobre si è svolto l’incontro con donne e uomini superstiti della tragedia di quattro anni fa e subito il confronto si è spostato in piazza Castello con il Presidente Grasso, la Ministra Fedeli e il sindaco di Lampedusa ToTò Martello.
L’incontro è stato moderato dal giornalista Rai Giorgio Zanchini

Ha partecipato anche Stephane Jaquemet, delegato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) per il Sud Europa,

I ragazzi del progetto hanno portato il loro contributo in un dialogo con la Ministra e con i presenti. Ecco i testi dei loro interventi

Raquel dalla Spagna ha letto una poesia scritta dalla sua delegazione

You are a refugee
Tu sei un rifugiato
I’m a refugee
Io sono un rifugiato
Take all of your things and leave;
Prendi le tue cose e parti
Go and take your kids and leave;
Vai, prendi I tuoi bambini e parti
It will take you years to arrive to a save place.
Ci vorranno anni per raggiungere un posto sicuro
Hello, Europe!
Ciao Europa!
I’m here, but I’m not asking for your help.
Sono qui ma non ti sto chiedendo aiuto
But what about my friends?
Ma che ne sarà dei miei amici?
What about my family?
Che ne sarà della mia famiglia?
They are still there in the middle of the war,
Sono ancora lì, nel mezzo della guerra
With no support and no way of surviving.
Senza alcun aiuto e nell’impossibilità di sopravvivere
Something has to be done,
Qualcosa deve essere fatto
And there is no more time to wait.
E non c’è tempo da perdere
LET’S DO SOMETHING NOW.
Facciamo qualcosa ora

Sara dall’Austria ha portato un testo della sua delegazione

We all are in EMERGENCY.
Siamo tutti nell’emergenza
Right now: women, children and men are dying.
Proprio ora: donne, bambini e uomini stanno morendo
Yesterday a boat came to Lampedusa and
Ieri è approdato un barcone, qui a Lampedusa e
Maybe one is coming right now.
Forse ne sta giungendo un’altro
We need to stop closing borders and to open our minds.
Dobbiamo smettere di chiudere i confini e iniziare ad aprire le nostre menti
We must be HUMAN, because we are humans.
Dobbiamo essere umani, perché siamo umani
Let’s stop waiting for people to come here,
Smettiamo di aspettare che la gente venga qui
Let’s GO to their countries and help them
Andiamo noi nelle loro terre ad aiutarli
Before they are forced to do such a horrifying journey.
Prima che siano costretti a fare un viaggio così orribile
Europe, don’t you think is time to finally unify against this deadly spiral?
Europa, non credi che sia tempo di unirci finalmente contro questa spirale di morte?
We are lucky to be born here,
Siamo fortunate ad essere nati qui
But what if we were born there?
Ma come sarebbe se fossimo nati lì?

La delegazione mista dei ragazzi italiani ha lavorato su questa testimonianza:

Noi abbiamo avuto la fortuna di partecipare a questo progetto
E torniamo a casa arricchiti. Ma ci siamo accorti che, quando progetti del genere vengono affrontati nelle scuole, molti ragazzi della nostra età non sono correttamente informati di ciò che avviene nel mondo
Per questo chiediamo di poter affrontare di più in classe i temi di attualità, come quello dei migranti, dei rifugiati.
Che possa essere fatto leggendo insieme e discutendo, che possiamo sviluppare il nostro spirito critico, riuscendo a riconoscere le informazioni superficiali, o quelle distorte.
Scommettete su di noi, sui cittadini che siamo e che saremo.

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Sentir parlare di uno sbarco, di una tragedia in mare sta diventando quasi normale.
Come possiamo evitare di abituarci a queste notizie? Come possiamo evitare di provare dei sentimenti negativi, o di paura, nei confronti dei migranti, specie visto
che la stampa, gli stessi politici, alimentano la paura e l’odio della gente?
Dovete scommettere su di noi, aiutarci a creare, a partire da noi, una nuova cultura dell’accoglienza. Come?
Ce ne dovete parlare. Ci dovete raccontare le tragedie che accadono.
Iniziate presto, già dalle elementari, nel linguaggio e nel modo più utile per la nostra età.
Se ci difendete dal male, cresceremo inconsapevoli.

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Proprio perché siamo ragazzi, pensiamo di poter essere noi, per primi i promotori di una nuova cultura dell’accoglienza.
Vogliamo avere maggiori occasioni di toccare con mano la realtà, conoscere i migranti da vicino, parlare con loro. Solo così diventano delle vere persone e non più numeri.
Ci siamo accorti che non è sufficiente tornare a casa, e raccontare ai nostri genitori e ai nostri amici le esperienze che facciamo a scuola.
Vorremmo avere uno spazio nostro.
Un posto dove poterci incontrare e discutere, proiettare dei film, invitare i nostri amici e i nostri genitori, invitare le associazioni.
Sappiamo che queste cose avvengono già in molte scuole, ma vorremmo essere noi i promotori di queste iniziativev, vorremmo essere noi, i primi, a gettare questi semi di accoglienza e a curarli.

Alla fine dell’incontro è stata  inaugurata la “sezione giovani” del Museo della Fiducia e del Dialogo (in corso Roma) che raccoglie opere artistiche, fotografiche e video, testimonianze e testi in versi o in prosa prodotti dalle ragazze e dai ragazzi.

In serata, Grasso e Fedeli si sono intrattenuti con le studentesse e gli studenti.